Inveruno, Ipsia Marcora: polemica sugli incentivi del Pnrr incassati dal preside. I docenti: “Ha guadagnato più di noi”

Malumori tra i docenti riguardo gli incentivi del Pnrr: “Il dirigente ha guadagnato molto più di noi”, replica di Zito: “è falso, ho fatto lavorare tutti i prof”

di Francesco Colombo

INVERUNO (MILANO) – Non si placano le polemiche interne all’Ipsia Marcora. Dopo i casi sollevati dal nostro settimanale relativi agli strani furti di computer del valore di circa 30.000 euro e allo stato di degrado del plesso, un nuovo tema è oggetto di discussioni e dissapori all’interno del corpo docente della scuola. Parliamo, questa volta, della distribuzione degli incentivi legati ai progetti del ‘Pnrr’.

Come funzionano gli incentivi del ‘Pnrr’

La questione è complessa, ma ben sintetizzabile: quando una scuola vuole ottenere i fondi europei legati al ‘Piano nazionale di resistenza e resilienza’ deve necessariamente redigere un progetto. Chi lo fa, ha il diritto di essere retribuito con un’indennità che premia il lavoro svolto in termini di progettazione e programmazione. Un principio corretto, la cui applicazione pratica, però, sembra abbia scatenato malumori e polemiche all’interno della scuola superiore professionale cittadina.

Le controversie

C’è chi è convinto, infatti, che il dirigente scolastico, Antonio Zito, abbia “accentrato eccessivamente” le funzioni di coordinamento di molti progetti, risultando destinatario di molti degli incentivi legati al Pnrr. In buona sostanza: c’è chi ha guadagnato troppo, e chi troppo poco. Il dirigente, che avrebbe ricevuto una cifra attorno ai 20.000 euro complessivi, non ci sta: “Ho applicato il principio della massima condivisione – spiega il preside al nostro settimanale – ho chiesto a tutti i docenti chi volesse essere coinvolto e, con me, hanno guadagnato tutti”.

Le parole del preside

Circa i compensi andati direttamente a Zito, lo stesso preside non si scompone: “Io ho lavorato anche d’estate per questa scuola – ha detto il dirigente – credo sia anche normale che chi si impegna molto e ottiene risultati, venga retribuito. Del resto, succede così anche con i manager delle grandi aziende”. Resta il fatto, però, che il malcontento serpeggia all’interno del corpo docente. Qualcuno starebbe valutando di coinvolgere i sindacati: vedremo cosa succederà.