Abbiategrasso, imponente protesta contro la superstrada Vigevano-Malpensa: 1.500 cittadini in piazza

1.500 persone sfilano per il centro cittadino di Abbiategrasso per dire no a una superstrada, che sarebbe devastante per il territorio e per il Parco del Ticino

di Attilio Mattioni

ABBIATEGRASSO (MILANO) – “Coltiviamo il paesaggio, sradichiamo il cemento”. Questo è forse lo slogan più significativo tra quelli che sono potuti leggere sugli striscioni dei manifestanti che hanno partecipato al corteo contro la superstrada Vigevano-Malpensa che si è svolto oggi ad Abbiategrasso. Nel mirino dei

La protesta

In piazza sono scesi più di 1500 persone, un vero record anche rispetto ad analoghe iniziative organizzate negli ultimi anni. A organizzare il corteo è stata la sezione lombarda di Legambiente, che da sempre si batte contro un’infrastruttura considerata inutile per risolvere i problemi del traffico e dannosa per l’ambiente, visto che il tracciato corre in gran parte all’interno del parco del Ticino. In piazza anche gli esponenti del comitato di cittadini denominato ‘No Tang’, da sempre in prima linea contro la mega opera.

Il no di Legambiente

“Noi siamo da sempre contrari a un’opera che minaccia un territorio già compromesso – ha detto la presidente di Legambiente Lombardia, Barbara Meggetto – Il comitato presidia da anni il territorio, con una lotta che ha anche il consapevole appoggio dei sindaci. Manca una politica infrastrutturale più attenta alle urgenze della transizione ecologica e serve anche chiarezza sui ruoli preposti alla realizzazione di un’opera che ha evidenti alternative viabilistiche”.

Abbiategrasso, manifestazione contro la superstrada

Un progetto degli anni ‘90

Il primo progetto della superstrada Vigevano-Malpensa risale agli anni ’90. Per vederne realizzato un solo pezzo (la tratta dalla città della battaglia all’aeroporto) si dovette aspettare il nuovo millennio. Da poco è partita la realizzazione del pezzo da Vigevano ad Abbiategrasso, mentre la tratta da Bià a Magenta e da oltre un decennio al centro di una battaglia legale.

La bocciatura del Tar

Nel 2015 Anas presentò un progetto per collegare Abbiategrasso a Magenta con una superstrada che si sarebbe poi innestata sul tratto già esistente che conduce all’aeroporto. Nel 2018 il progetto diventò esecutivo e l’apertura dei cantieri sembrava imminente. Due coltivatori diretti di Robecco sul Naviglio fecero però ricorso al tar contro l’esproprio dei loro terreni. Nel gennaio del 2020 i giudici amministrativi gli diedero ragione, mettendo una pietra tombale sopra tutto il progetto.

Abbiategrasso, manifestazione contro la superstrada

Il nuovo progetto

Il cosiddetto fronte del sì, guidato oltre che dal ministero delle Infrastrutture e da Regione Lombardia, anche dai sindaci di Robecco, Abbiategrasso e Magenta, non si perse però d’animo. Nel 2021 Anas presentò un nuovo progetto e il governo nominò un commissario straordinario che velocizzò l’iter del progetto. Il nuovo tracciato, di fatto, si è rivelato molto simile al precedente, anche se alcune richieste di mitigazione ambientale vennero accolte.

Costi alti e forte impatto ambientale

Da quanto si è potuto apprendere, i costi dell’opera sarebbero letteralmente esplosi, passando da 210 a quasi 300 milioni di euro. Il nuovo progetto rimane altamente impattante dal punto di vista ambientale. Infatti prevede una serie di cavalcavia e rotonde lungo tutto il tracciato: una vera e propria colata di asfalto e cemento.

Abbiategrasso, manifestazione contro la superstrada

Il nuovo ricorso al Tar

L’apertura dei cantieri (nonostante il ministro Salvini abbia espresso fiducia in tempi rapidi) sembra tutt’altro che imminente. Contro il nuovo progetto è stato presentato infatti un altro ricorso al Tar. Tre comuni della zona, insieme al Parco del Ticino e a Città Metropolitana, hanno chiesto alla magistratura amministrativa di bloccare tutto. Il Tar della Lombardia si è però dichiarato incompetente e ha trasmesso tutte le carte al Tar del Lazio che non si è ancora espresso.