Arconate, rivoluzione sui banchi della minoranza: Sergio Calloni e Gaia Gorla danno le dimissioni

Dimissioni per l’ex sindaco e l’ex vicesindaca: il paese perde due amministratori onesti e appassionati. Finisce un’era. L’opposizione alle prese con la costruzione di un nuovo progetto

di Ersilio Mattioni

ARCONATE (MILANO) – Rivoluzione in Cambiamo Arconate, la lista civica nata nel 2014 e per due volte vincitrice delle elezioni comunali: il primo successo, davvero clamoroso, con Andrea Colombo (che fu sindaco fino al 2019) e il secondo, meno difficile da conseguire ma molto netto nei numeri, con Sergio Calloni, che guidò il paese fino al 2024, perdendo di misura. Oggi Calloni, dopo gli scossoni politici delle scorse settimane, ha deciso di presentare le dimissioni dalla carica di capogruppo d’opposizione e anche da quella di consigliere. Stessa decisione ha preso in queste ore l’ex vicesindaca e assessora alla Politiche sociali, Gaia Gorla, la quale nel 2019 fu la candidata più votata.

Le dimissioni di Sergio Calloni

“Non sono mai stato una persona di tante parole. E forse anche questo ha contribuito ad arrivare alla situazione di oggi. Il politico, che non sono mai stato, avrebbe dovuto spiegare, allacciare rapporti, comunicare, rendere eclatanti azioni che normalmente si fanno senza clamore, con estrema umiltà. Mi rendo conto che questo modo di essere non vada d’accordo con la scaltrezza e la spregiudicatezza che spesso la politica richiede. Non ho mai fatto mistero della mia inadeguatezza in questo senso. Ma non me ne pento”. Queste le parole dell’ex sindaco per motivare le sue dimissioni. Calloni aggiunge: “Quando si vince, si vince tutti. Quando si perde, la colpa è del capo, che nei casi peggiori ci lascia anche le penne. Funziona così, e tutto sommato è giusto che ci sia sempre un responsabile. Me ne assumo ogni responsabilità”.

Il post di Sergio Calloni
Il post dell’ex sindaco di Arconate Sergio Calloni, con il quale annuncia le dimissioni da capogruppo d’opposizione e da consigliere comunale

Le dimissioni di Gaia Gorla

“Questa scelta, difficile e a tratti dolorosa, è stata frutto di una ponderata riflessione, condivisa in primis con il collega e amico Sergio Calloni. L’esperienza in Cambiamo Arconate è stata per me bellissima e senza eguali; mi ha dato modo di sperimentare cose nuove, di allargare le vedute e di conoscere persone meravigliose. Ringrazio tutti i miei elettori, a cui sono immensamente grata per avermi dato l’opportunità di fare questa esperienza amministrativa. Auspico per Arconate una nuova politica, fatta di nuovi volti. Spero in cuor mio di veder nascere progetti politici che vedano i giovani arconatesi protagonisti”.

Fine di un’era

Si chiude di fatto una piccola era politica, che ha decisamente più meriti che demeriti. Certo, gli errori ci sono stati, ma Cambiamo Arconate ha riportato in paese una ventata di libertà dopo anni di oscurantismo, ripristinando di fatto una democrazia sostanziale e non solo formale. Ora si apre una fase nuova, quella della rifondazione.

Il rammarico

Resta il rammarico per almeno tre questioni. La prima: Arconate perde due pubblici amministratori onesti e appassionati (merce rara di questi tempi), che hanno messo il loro tempo e le loro capacità al servizio del paese, senza secondi fini e senza coltivare interessi privati. La seconda: Cambiamo Arconate avrebbe potuto vincere le elezioni del 2024, se solo non avesse commesso due-tre errori strategici e comunicativi. La terza: è un peccato che, di fronte a una sconfitta, sia mancata la fase dell’autocritica e del riconoscimento dei propri errori. Si è preferito dare la colpa a chi indicava i problemi, piuttosto che ai problemi stessi. Ma ormai questo è il passato. Ora è necessario guardare avanti, con coraggio e con la consapevolezza che le sconfitte non avvengono per colpa di un destino cinico e baro, bensì per circostanze storiche e comportamenti individuali. Materiale che merita di essere analizzato.

In edicola

Venerdì 21 marzo, in edicola, tutti i dettagli su queste duplici dimissioni che arrivano all’improvviso e che obbligano il gruppo di minoranza a una profonda riflessione sul presente e sul futuro.