La Corte di cassazione ha depositato le motivazioni dell’assoluzione definitiva del Magentino accusato di aver indotto al suicidio l’ex fidanzata Carlotta Benusiglio, trovata impiccata a Milano nel maggio del 2016
MAGENTA (MILANO) – La Corte di cassazione ha reso note le motivazioni della sentenza con la quale l’8 maggio scorso ha reso definitiva l’assoluzione del magentino Marco Venturi dall’accusa di aver causato la morte della sua ex fidanzata, Carlotta Benusiglio.
La morte dell’ex fidanzata Carlotta Benusiglio
La 37enne, ex fidanzata di Venturi, che lavorava come stilista di moda, era stata trovata impiccata con una sciarpa a un albero nei giardini di piazza Napoli, a Milano, il 31 maggio del 2016. La vicenda giudiziaria è stata lunga e complessa. Venturi venne indagato subito dopo il ritrovamento del cadavere ma la Procura chiese quasi subito l’archiviazione del caso.
Le accuse a Marco Venturi
Poi i magistrati cambiarono idea e accusarono il magentino di omicidio volontario. In primo grado e in appello la Procura aveva chiesto la condanna di Venturi a 30 anni per omicidio volontario.
La condanna in primo grado
Il Giudice per le indagini preliminari Raffaella Mascarino gli aveva inflitto una pena di 6 anni ma solo per il reato di morte come conseguenza di altro reato. Il riferimento è a un presunto stalking che l’uomo avrebbe portato avanti negli anni nei confronti della stilista.
Le assoluzioni in appello e in Cassazione
La Corte d’appello aveva però riformato la sentenza di primo grado, assolvendolo da ogni accusa. La Procura e le parti civili (la madre e la sorella di Carlotta) avevano poi fatto ricorso in Cassazione, ma i giudici della suprema corte hanno dichiarato i ricorsi inammissibili e infondati e reso definitiva l’assoluzione di Venturi.
Le motivazioni della suprema Corte
Nei giorni scorsi sono arrivate le motivazioni della sentenza. Per i magistrati della Cassazione non c’è nessun elemento che porti a pensare che Venturi abbia in qualche modo indotto Carlotta Benusiglio a suicidarsi.
Nessuna persecuzione contro l’ex fidanzata
Le immagini riprese dalle telecamere nella notte del 31 maggio 2016 non mostrano Venturi mentre tiene comportamenti in qualche modo persecutori. Al contrario mostra un atteggiamento remissivo, senza reagire alle ripetute condotte violente della Benusiglio. Tali condotte sono cessate solo con l’arrivo di una camionetta dei Carabinieri. Venturi, hanno concluso i supremi giudici, non commise nessun atto persecutorio verso la sua ex fidanzata e quindi va assolto.





