Malasanità, un sistema perfetto sulla carta si scontra con le inefficienze burocratiche: Il caso di una 50enne di Magenta, una diagnosi di tumore rimandata di 9 mesi
MAGENTA (MILANO) – Le hanno prescritto un’ecografia per un sospetto tumore, ma questa la potrà fare soltanto dopo 9 mesi. Quello raccontato da una donna di Magenta – che ha poco più di 50 anni – è un caso molto grave, perché le erano state riscontrate delle anomalie in sede di mammografia e l’ecografia doveva essere eseguita in assoluta urgenza.
Nove mesi per un’ecografia urgente
“Avevo fatto la prima mammografia a 49 anni perché consigliata dalla mia dottoressa in seguito ad alcuni sintomi che avevo notato – racconta – A 50 anni l’ho ripetuta partecipando allo screening gratuito e mi è stato detto che avrei dovuto eseguire, con urgenza, un’ecografia. Ma la risposta è stata che avrei dovuto attendere 9 mesi. Spero solo che in questo tempo le mie condizioni non vadano peggiorando”.
La denuncia
La cittadina ha esposto la sua problematica durante un incontro nel quale si parlava proprio di prevenzione del tumore al seno. Un incontro organizzato da Salute Donna e Aicit in Casa Giacobbe con la partecipazione di personale di Asst Ovest Milanese. A cominciare dal dottor Marco Galliano, primario di Oncologia.
L’alto tasso di incidenza del tumore al seno in Lombardia
Dottor Marco Galliano, primario di Oncologia: “L’incidenza del tumore al seno in Lombardia è particolarmente alta, addirittura superiore a quella della altre regioni limitrofe”. Tumore al seno che si combatte in maniera efficace con la mammografia.
Struttura all’avanguardia rallentata dalla burocrazia
Si è parlato di Breast Unit, un team multidisciplinare formato da oncologo, senologo, chirurgo, case manager, anatomopatologo e tanti altri ancora. Tutto bello e tutto perfetto. Ma poi un sistema così all’avanguardia, formato da professionisti di ottimo livello, si scontra con un il disastro burocratico, che non riesce a garantire l’assistenza immediata a una paziente ad alto rischio di tumore, costringendola a ricorrere a costose cure private. Cosa che per la donna intervenuta rappresenta un serio problema.
Serve un sistema sanitario più efficiente e rapido
Una denuncia che riguarda tutte le pazienti: “In un sistema che funzioni – continua la donna – sarei dovuta uscire dall’esame mammografico con l’appuntamento già fissato per l’ecografia a pochi giorni”. Lia Montevederde è la case manager della Breast Unit ed è colei che prende in carico le pazienti con patologia benigna mammaria e maligna. Per contattarla è necessario comporre il numero 338-72.62.048 oppure visionare la home page del sito di Asst Ovest Milanese e cliccare sull’icona che indica la Breast Unit dove è possibile scaricare la brochure dell’autopalpazione. Trattano circa 120 casi l’anno con grande attenzione. Ripetiamo, un sistema perfetto che purtroppo si scontra con la realtà che ancora non funziona a dovere.





