Gioachino Amico (in carcere nell’inchiesta Hydra) parla al telefono e dice di essere molto amico di un politico importante di Fratelli d’Italia. Il boss va a vivere ad Arconate e vuole fare il sindaco a Busto Garolfo
ARCONATE-BUSTO GAROLFO (MILANO) – Finora Fratelli d’Italia ha fatto finta di nulla. Ma ora i dirigenti locali della destra devono chiarire i rapporti che hanno intrattenuto con Gioachino Amico (oggi in carcere con l’accusa di mafia) che nel 2020 al telefono parlava con un assistente parlamentare di una deputata FdI: “Sai, abbiamo quel discorso da fare poi, come candidato sindaco a Busto Garolfo”. L’interlocutrice gli ricordava che prima doveva fare la tessera: “Io intanto ti mando il modulo, perché la tessera ti arriva tra 4-5 giorni”. Amico (a destra) coglie il segnale positivo: “Ok, anticipami il modulo su Whatsapp”.
Il boss iscritto a Fratelli d’Italia
Ma perché Amico – campano d’origine, accusato di affiliazione al clan Senese della camorra napoletana e romana, in carcere con l’accusa di traffico di droga e l’aggravante mafiosa – vorrebbe fare il sindaco a Busto Garolfo? Cosa c’entra Amico con il nostro territorio? Quali legami e soprattutto quali amicizie può vantare? Qui si apre un discorso ampio e in evoluzione.
L’inchiesta Hydra
Nelle carte dell’inchiesta Hydra, oltre alle riunioni del “consorzio delle mafie” a Dairago, Busto Garolfo e Inveruno, si legge di una serie di rapporti tra Amico e più esponenti di Fratelli d’Italia (uno in particolare, che vive in un paese dell’Altomilanese). Nell’ottobre 2023 il Gip di Milano negò 142 arresti su 153 richieste e depotenziò l’indagine, di fatto cestinando tutte le parti riguardanti i politici. Ora però la situazione cambia: il Tribunale del Riesame (a cui la Procura presenta ricorso) ha riabilitato l’indagine, autorizzando l’arresto di 79 persone e riaccendendo i fari sui rapporti tra Fratelli d’Italia e il “consorzio delle mafie”.
La casa di Arconate
Adesso c’è qualche elemento in più per capire. Amico, per esempio, dopo aver vissuto tra Roma e Milano, ha scelto una corte in via XXIV Maggio ad Arconate per abitare (dove conosce bene – sostiene lui in una telefonata – un politico importante) e la vicina Busto Garolfo – frequentata anche da Massimo Rosi (a sinistra), presunto capo della ‘ndrangheta dell’Altomilanese – per fare politica, puntando all’elezione a sindaco con l’appoggio di Fratelli d’Italia. E il partito di Giorgia Meloni – nelle sue articolazioni locali – cos’ha da dire? Nulla? E’ tempo di fare chiarezza.






