“Ho provato ad avviare i progetti, ma non sono stati accolti dagli altri”. Lo dichiara l’assessora Maria Grazia Ragona (Fratelli d’Italia) in merite alle villette confiscate alla mafia. Sindaco Candiani, ci ripensi!
di Ersilio Mattioni e Deborah Alì
MAGNAGO CON BIENATE (MILANO) – Clamorosa spaccatura interna alla maggioranza di centrodestra sul futuro delle villette confiscate alla mafia. Nel consiglio comunale di lunedì 28 aprile, le dichiarazioni dell’assessora al Sociale, Maria Grazia Ragona, hanno messo in luce le sue profonde divergenze con i colleghi di giunta e con il sindaco Dario Candiani a proposito degli immobili di via Morandi.
Villette confiscate alla mafia
“Ahimè – ha dichiarato Ragona – per quanto riguarda le villette di via Morandi, io ho provato ad avviare dei progetti, ma non sono stati accolti dagli altri. Di questo mi dispiace, però non è detta l’ultima parola”. Una posizione espressa con pacatezza, che però ha di fatto spaccato il centrodestra, tanto che qualcuno, sui banchi della maggioranza, avrebbe persino esclamato a microfoni accesi: “Questa è pazza”. Un commento decisamente poco rispettoso del lavoro di un’assessora coscienziosa, che vorrebbe che i beni dei mafiosi diventassero servizi di pubblica utilità.
L’opposizione a gamba tesa
Dal canto suo, l’opposizione è entrata a gamba tesa nel dibattito: “Quando abbiamo chiesto all’amministrazione Candiani – ha dichiarato il capogruppo di minoranza, Massimo Rogora – di dare concretezza all’azione di contrasto alla criminalità organizzata (ultimando i progetti relativi ai beni confiscati alla mafia, che erano stati avviati nel 2021 dall’amministrazione di Carla Picco), l’assessora Ragona ha prontamente risposto che sarebbe stata sua intenzione proporre un progetto per le villette, se non fosse stato per la contrarietà espressa dalla sua maggioranza”.
“Grave tirarsi indietro sulla lotta alla mafia”
Rogora ha aggiunto: “Riteniamo che sia molto grave che su di un tema così delicato l’amministrazione si sia tirata indietro senza neppure spiegare il perché. Tra l’altro, il progetto sarebbe finanziato da fondi extra comunali e avrebbe un’ampia valenza sociale. Evidentemente o non interessa oppure è troppo complesso per un’amministrazione molto attenta alla comunicazione e poco ai fatti e ai contenuti”.
Il silenzio del sindaco
Ma come si è giustificato il sindaco Candiani? L’amministrazione comunale non ha neppure voluto approfondire la questione, limitandosi a una breve replica, talmente fumosa da non spiegare nulla: “Nel consiglio comunale il sindaco ha ben spiegato che non risultano progetti in essere per gli immobili a oggi oggetto di sequestro. Sono state fatte delle valutazioni preliminari che hanno fatto emergere costi molto rilevanti in caso di sistemazione degli stessi immobili, motivo per il quale al momento non sono state prese decisioni a favore dell’acquisizione delle due villette”.
IL COMMENTO – di Ersilio Mattioni
Villette confiscate: signor sindaco, ci ripensi
La politica ha tanti modi di fare un regalo alle mafie. A volte baratta voti in cambio di appalti e favori, altre volte apre le porte delle istituzioni a soggetti controindicati, altre volte ancora finge di non vedere l’agire mafioso per paura o per convenienza. Questi sono tutti modi consapevoli, ma non sono i soli. Ci sono pure quelli inconsapevoli, quando non si fa assolutamente nulla. Vuoi perché è faticoso o vuoi perché, come ha dichiarato l’amministrazione comunale di Magnago con Bienate, costa troppo. Così un bene confiscato alla mafia rimane lì, inutilizzato. Persino contro il parere di un’assessora coscienziosa come Maria Grazia Ragona (ce ne fossero come lei!) che ha perfettamente compreso il valore del riutilizzo a scopi sociali. Valore duplice. Da un lato si offre un servizio ai cittadini, dall’altro si alimenta la cultura della legalità e si creano anticorpi antimafiosi. Sindaco Candiani, ci rifletta e ci ripensi. Un Comune non è un’azienda, che ha come obiettivo il profitto. E se tenere i conti in ordine è di certo una buona cosa, lo è ancora di più dare un contributo alla lotta alle mafie. Lei ne ha la possibilità, una possibilità concreta. Non si tiri indietro.






