Smacco per Inveruno: pochi iscritti, la scuola perde l’autonomia e sarà accorpata a Marcallo

Pochi iscritti alle scuole cittadine: Regione e Città Metroplitana obbligano il Comune a chiedere l’accorpamento con l’istituto di Marcallo. Il vicesindaco Saveri: “Problema ereditato dalla giunta di centrodestra”

di Redazione

INVERUNO (MILANO) – Tegola sulle scuole del paese, smacco per la giunta. L’Istituto comprensivo don Bosco di Inveruno verrà accorpato all’istituto comprensivo De Amicis di Marcallo, che già comprende le scuole di Marcallo, Mesero e Boffalora. È quanto ha stabilito la giunta comunale guidata da Sara Bettinelli, di fatto obbligata da una richiesta di Città Metropolitana di Milano, giunta in municipio il 10 agosto 2023. Colpa, se così si può dire, dei pochi iscritti.

Pochi iscritti

Troppo pochi iscritti alle scuole inverunesi, che comprendono due elementari e una media: secondo i criteri di Regione Lombardia, infatti, servono almeno 600 alunni per poter preservare l’autonomia dell’istituto e avere così diritto a un proprio dirigente scolastico. Non è questo, purtroppo, il caso di Inveruno: secondo le più recenti rilevazioni, infatti, il numero di iscritti all’istituto Don Bosco è pari a 484, molto lontano rispetto agli standard minimi richiesti dal Pirellone.

Tagli di Regione e Città Metropolitana

E così Regione e Città Metropolitana, nell’ambito di un piano di razionalizzazione e riorganizzazione, hanno indicato al Comune di adeguarsi. Cioè di “procedere all’accorpamento dell’istituto con un’altra istituzione scolastica limitrofa, previo accordo con i Comuni interessati”. Dopo alcune interlocuzioni, la scelta è ricaduta sul plesso di Marcallo.

L’accorpamento con Marcallo

La dirigente scolastica Alessandra Moscatiello è, infatti, anche la preside reggente delle scuole inverunesi. Una circostanza, questa, che ha facilitato e velocizzato il processo di ‘fusione’ degli istituti, obbligato dai pochi iscritti. “Si tratta di un percorso obbligato”, dichiara il vicesindaco e assessore all’Istruzione, Nicoletta Saveri. Che aggiunge: “Abbiamo ereditato questa situazione nel 2014, appena insediati in Comune”.

La polemica con il centrodestra

Saveri spiega inoltre che “la vecchia amministrazione di centrodestra (guidata da Graziella Crotti e Luigini Garavaglia, ndr) fece saltare una delibera che avrebbe accorpato le nostre scuole con quelle di Castano, pretendendo di continuare a stare da soli. Saltata poi la verticalizzazione con l’istituto superiore Marcora, gli alunni sono progressivamente calati. Ora non si poteva più rimandare questa scelta. Ma nel concreto, per gli alunni e per le famiglie cambierà ben poco: “Continueremo a stanziare le medesime risorse e a garantire gli stessi progetti didattici”.

Le nuove scuole

In molti si sono chiesti che senso abbia costruire un nuovo polo scolastico, se ci sono pochi iscritti e se bisogna procedere agli accorpamenti. Il vicesindaco Saveri parla invece di “una maggiore stabilità, anche in vista dell’inaugurazione della nuova scuola. Il nostro istituto, infatti, eviterà presidi reggenti temporanei e potrà godere di un dirigente scolastico unico e fisso, che guarderà allo sviluppo dei nostri plessi con un’ottica di lungo respiro”.

Il futuro

Le scuole di Inveruno, Marcallo, Mesero e Boffalora avranno quindi – a partire dall’anno scolastico 2024-2025 – un’unica segreteria e un unico preside, assieme ad un medesimo consiglio d’istituto e allo stesso collegio docenti: un percorso forzato, che però potrà contribuire al consolidamento dei plessi cittadini in ottica futura.