Magenta, il racconto di un disoccupato: “Il mio lavoro? Ogni giorno rubo il rame alla discarica”

Ruba il rame per sopravvivere. Quando va bene, incassa 30 euro al giorno. “Non posso dirvi dove lo porto né a chi lo vendo”. Gli addetti della discarica fanno finta di non vederlo

di Graziano Masperi

MAGENTA (MILANO) – Esce di casa in bicicletta verso le 8 del mattino per recarsi al ‘lavoro’. O meglio, per andare a prendere il rame buttato nelle discariche. Perché per lui, un 49enne di Pontevecchio, frazione di Magenta, quella è l’unica fonte di sostentamento. Naturalmente non possiamo rivelare il suo nome perché commette dei reati e, di fatto, quel rame lo ruba. Ma la sua storia la dobbiamo raccontare, perché è l’ennesimo caso di persona in condizioni di grande fragilità che vive al limite.

Ruba il rame

Lo abbiamo incontrato sabato mattina alla discarica comunale di via Murri a Magenta. Armato di sacco che spera di riempire di rame. Andiamo verso il cassone dei metalli. “Là c’è del filo di rame, ma non ho il gancio per prenderlo – racconta – e mi devo calare nel cassone, altrimenti non c’è speranza”. Entra nel cassone, non senza qualche rischio di farsi del male. Ma è abituato e si destreggia bene. Fruga tra i metalli e trova qualcosa. Risale con il bottino e riempie metà sacco.

Gli addetti fingono di non vederlo

Gli operatori si allontanano pietosamente. Perché, in teoria, dovrebbero intervenire chiamando i Carabinieri. Ma lo conoscono, sanno della situazione e fanno finta di niente. Alla fin fine è tutta roba da buttare. E così quando il 49enne entra nel cassone, tutti spariscono. Un operatore passa davanti, ma finge di essere distratto e guarda da un’altra parte. Tutto sommato, un bel gesto da parte sua.

“E’ l’unico lavoro che ho”

“Non vengo solo a Magenta – continua – ma giro un po’ tutte le discariche a caccia di rame. Rende abbastanza bene e, del resto, è l’unica cosa che posso fare. Arrivo in bicicletta, così non c’è necessità di portare la tessera sanitaria. Ma ormai tutti sanno chi sono. Qualcuno, di tanto in tanto, mi grida dietro intimandomi di andare via. E poi devo stare attento alle telecamere, ma cosa ci posso fare. E’ l’unico lavoro che ho. Cosa volete che faccia? Che vada a rubare?”

“Ti arrangi per sopravvivere”

Racconta di essere rimasto senza impiego 5 anni fa e, da allora, di avere trovato solo questa opportunità da sfruttare. Dopo i metalli si dirige verso il cassone degli elettrodomestici. Qualcosa da portare via si trova sempre e anche lì, infatti, ha trovato. Riempie il sacco di rame e se ne va soddisfatto. “Oggi è andata bene, con questo ci faccio 20, forse 30 euro. Non posso dirti dove lo porto e a chi lo vendo”, aggiunge. Ma quanti sono i senza lavoro che diventano ladri di rame nelle discariche? “Di italiani, che io sappia, ci sono soltanto io – conclude – ma se vieni il sabato pomeriggio trovi tanti stranieri. Ti devi arrangiare e fai quello che puoi per sopravvivere”.