Robecchetto, condannato a 5 mesi per aver maltrattato la madre. La Procura fa ricorso: “Pena troppo lieve”

L’accusa aveva chiesto 3 anni e 4 mesi di carcere per un uomo di 35 anni, accusato di aver maltrattato la madre, ma il giudice è stato clemente

di Francesco Colombo

ROBECCHETTO (MILANO) – La Procura aveva chiesto di condannarlo a 3 anni e 4 mesi di carcere per il aver maltrattato  la madre, ma il Tribunale – accogliendo in parte la tesi della difesa – gli ha comminato una pena di ‘soli’ 5 mesi per i reati meno gravi di lesioni e minacce. È per questo che il procuratore aggiunto di Busto Arsizio, Franco Belvisi, ha deciso di presentare ricorso in Appello, contestando l’interpretazione del giudice di primo grado. 

Le violenze contro la madre

Protagonista della vicenda un 35enne italiano residente a Malvaglio, frazione di Robecchetto con Induno, difeso dall’avvocato Davide Gornati. La madre dell’uomo, con l’accusa di “maltrattamenti” nei suoi confronti, aveva denunciato l’uomo nel mese di febbraio 2024. Lo scorso 2 aprile il malvagliese viene raggiunto dalla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla propria madre, decisa dal gip di Busto Arsizio per tutelare e proteggere la 70enne. 

L’arresto dell’uomo

La donna, però, mossa a compassione nei confronti di suo figlio, lo invita di nuovo a casa. Questa volta è il compagno dell’anziana signora ad avvisare le forze dell’ordine, appena vede il 35enne comparire di nuovo nell’abitazione. Le forze dell’ordine, giunte sul posto in pochi minuti, contestano all’uomo la violazione del divieto di avvicinamento e lo portano nel carcere milanese di San Vittore. Rinviato a giudizio per maltrattamenti in famiglia, il processo a carico del 35enne di Malvaglio si è concluso lo scorso lunedì 28 ottobre con una sentenza piuttosto mite: 5 mesi di reclusione, a fronte dei 3 anni e 4 mesi chiesti dalla pubblica accusa. 

Il ridimensionamento della pena

Il giudice ha ridimensionato i fatti riqualificando il reato, in quanto ha ritenuto fondato un solo episodio in cui l’uomo ha tirato i capelli alla madre e le minacce reiterate nei suoi confronti. Il Tribunale ha anche disposto l’immediata scarcerazione del 35enne, che ora dunque è un uomo libero. Contro la decisione del giudice di primo grado la Procura ha deciso di presentare ricorso: toccherà dunque alla Corte d’Appello di Busto Arsizio pronunciarsi in merito e valutare l’operato del Tribunale.