Carla Gennaro era la memoria storica del paese. Fino all’ultimo ha mantenuto la mente vivace che l’aveva sempre contraddistinta. Donna di cultura, era appassionata di scienze, viaggi, arte e letteratura
ROBECCHETTO CON INDUNO (MILANO) – Il paese piange la morte di Carla Gennaro, classe 1932, sua illustrissima figlia ed una delle memorie storiche del paese. Già docente e preside alla scuola media di Cuggiono, Carla se n’è andata nel pomeriggio di venerdì 19 dicembre, in una struttura dove era ricoverata da qualche mese a causa di alcune problematiche di salute che l’avevano fiaccata nel fisico ma non nello spirito. Fino all’ultimo ha mantenuto la mente vivace che l’aveva sempre contraddistinta.
Chi è Carla Gennaro
Laureata in Scienze Naturali in un periodo in cui l’istruzione era destinata a pochi, era stata insegnante e poi preside presso la scuola media di Cuggiono, fino al suo pensionamento, svolgendo con passione il suo ruolo di ‘educatrice’ di generazioni di giovani. Era sempre stata appassionata di scienze, viaggi, arte e letteratura, fedele utente della locale biblioteca in un contatto quasi giornaliero.
L’impegno nel volontariato
In paese si era sempre distinta per il suo impegno attivo nell’associazionismo e nel volontariato. Aveva prestato la sua opera presso la locale sezione della Croce Azzurra, ma soprattutto era stata tra i soci fondatori dell’Associazione Anziani Protagonisti. La sua dirigenza si era contraddistinta per l’alto livello di iniziative che aveva saputo proporre ai soci. Per lei in primis veniva la cultura, intesa in tutte le sue sfaccettature, sia che proponesse un pomeriggio alla Scala, sia la tradizionale biciclettata nel mese di agosto con meta Milano e i suoi tesori meno conosciuti. Negli ultimi anni era membro onorario del Centro studi territoriali Athene noctua.
Il ricordo di un’amica
Carissima Carla, lo sai che mi hai messo in un bel pasticcio? Tante volte in passato, quando ho dovuto scrivere il coccodrillo in occasione della morte di alcuni membri noti di associazioni locali mi sono rivolta a te, per avere un tuo consiglio e per consultare la tua memoria, precisa come quella di un registro. Ora invece che ad andartene sei stata tu, mi tocca arrangiarmi da sola.
Non ero pronta, davvero. Io e Carla M. ti avevamo promesso che saremmo venute ancora a trovarti, ma purtroppo non abbiamo potuto tenere fede a tale proposito e spero che ci perdonerai. Cos’altro dire rispetto a quanto ho scritto nel mio articolo commemorativo? Ad esempio che tra le tante, persone che ho conosciuto da quando ho iniziato la mia carriera nel giornalismo locale sei stata tra le più belle: per il tuo essere ‘vera’, per la tua capacità di comunicare, per la tua conoscenza a 360 gradi, per la capacità di saper ascoltare e parlare di qualsiasi argomento, anche scomodo come la politica locale, e soprattutto per la tua sottile ironia.
Guai però a contrariarti se eri in una giornata storta! Parlare con te era sempre un piacere, un piacevole confronto. Mai tra noi ho avvertito, nelle nostre conversazioni, il gap generazionale che indubbiamente era presente tra noi. Sei sempre stata una donna moderna e ti sei sempre interessata del mondo giovanile e hai sempre avuto a cuore il mio Francesco.
Ora mi fermo, sicuramente mi diresti che ho già scritto a sufficienza. Permettimi solo di aggiungere un’ultima cosa, anche se magari mi riterrai irriverente. Mi piace pensare hai fatto apposta ad andartene proprio in questo periodo dell’anno, tu che avevi una vera e propria, e dichiarata, idiosincrasia per il Natale. O meglio, per tutti i fronzoli che si porta dietro questa festività. Gli auguri però me li hai sempre fatti e li hai sempre accettati. Stavolta il mio augurio è diverso… vola via libera!





