Due tentativi ravvicinati con modalità analoghe fanno pensare alla stessa banda in azione tra Robecchetto e Malvaglio, con la scusa di controlli sull’acqua domestica. Le telecamere filmano il truffatore
ROBECCCHETTO CON INDUNO (MILANO) – Allerta massima a Robecchetto e Malvaglio, dopo due tentativi di truffa nel giro di pochi giorni, molto presumibilmente attribuibili alla stessa banda. Le modalità di esecuzione sono infatti simili, e l’identikit della persona che si è introdotta nelle case in entrambi gli episodi pare coincidere.
Il primo episodio
Il primo episodio è avvenuto lo scorso mercoledì 25 marzo in una via centrale della frazione, tra le 9.20 e le 9.30. Un’anziana, mentre stava rincasando, è stata avvicinata nel garage da un individuo, che si è palesato come tecnico dell’acqua incaricato di risolvere un certo tipo di inquinamento ambientale. Il tipo ha convinto la signora a farlo entrare in casa dopo aver asserito di conoscere la figlia e aver fatto finta di intavolare con questa una conversazione telefonica. Una volta nell’appartamento l’uomo, vestito di colore verde militare e con uno smanicato arancione, oltre che con un cappello “da pescatore” e una mascherina a coprirgli parte del volto, metteva in scena una regia già nota, facendo credere che dal rubinetto uscisse una sostanza maleodorante.
Truffa e raggiro
Subito dopo chiedeva alla donna di consegnarle eventuali gioielli o banconote da 50 euro perché avrebbero potuto essere contaminate, e avrebbero dovuto essere decontaminate nel frigorifero. Confusa, la donna rispondeva di non avere in casa niente. Non convinto, il tipo si recava in camera, uscendo però a mani vuote. Solo a questo punto si rendeva conto della presenza di una telecamera in casa e la agguantava, dicendo che era inquinata. Se ne andava quindi con un bottino stimato in una trentina di euro, il costo della telecamera stessa. Ad aspettarlo, come poi appurato, c’era un complice su un’auto scura. L’anziana, con le idee confuse, e reduce da un attacco di tosse dovuto alla sostanza maleodorante spruzzata nei pressi del lavello, ma fortunatamente incolume, provvedeva quindi ad informare personalmente la figlia di quanto successo. La donna provvedeva ad avvisare la polizia locale.
Il secondo episodio
Il secondo episodio si è invece svolto nella mattinata di lunedì 30, attorno alla stessa ora, in una zona periferica di Robecchetto. Un uomo vestito pressappoco allo stesso modo, in verde militare, con cappello “da pescatore” e mascherina sul viso (dalla carnagione molto scura, come riferito dalla donna vittima del tentativo di truffa) ha suonato a una villetta dicendo di dover effettuare controlli sulle tubature. La padrona di casa, travolta da un mare di parole relative alla possibilità di inquinamento dell’acqua domestica “con amianto”, lo ha fatto entrare in cucina a controllare, pur rimanendo lei all’esterno. Quando l’uomo le ha detto che era necessario svolgere un intervento di purificazione, la donna ha tergiversato, dicendo di dover uscire.
Il secondo appuntamento
L’individuo le ha quindi dato appuntamento per il primo pomeriggio, andando via senza fare troppe storie, forse temendo che se avesse tentato di oltrepassare la porta della cucina per andare in giro per casa la donna (sempre a tenerlo sott’occhio dall’esterno) si sarebbe messa a urlare attirando l’attenzione dei vicini. Subito dopo essere rimasta sola, ed aver visto il tipo salire su un’auto (stavolta bianca) condotta da un’altra persona, pensando che quanto accaduto era oltremodo strano, provvedeva a contattare a sua volta la polizia locale.
L’invito alla prudenza
Fortunatamente in entrambi i casi tutto si è risolto bene. È necessario però che la cittadinanza sia consapevole di quanto sta accadendo in paese e tenga alta la guardia. Non finiremo mai di dirlo: nessuno deve essere fatto entrare in casa per controlli sulle utenze domestiche.





