Revocata l’ordinanza di chiusura dopo il dissequestro dell’area. A distanza di mesi, però, non sono mai arrivate spiegazioni. Né dalla Pro loco né dagli assessori presenti alla gita, mentre sull’inchiesta giudiziaria è calato il silenzio. I dubbi
ROBECCCHETTO CON INDUNO (MILANO) – L’alzaia del Naviglio Grande è tornata percorribile. Nei giorni scorsi è stata infatti revocata l’ordinanza che ne disponeva la chiusura nel tratto compreso tra l’intersezione con la strada comunale della Cascina Croce e la località Cascina Bienati. Una riapertura attesa, che restituisce alla comunità un collegamento importante per pedoni e veicoli, seppur nel rispetto delle limitazioni già previste.
La tragedia del 6 luglio
La chiusura era stata disposta il 7 luglio, all’indomani della tragedia avvenuta domenica 6 luglio. Un albero si era abbattuto sull’alzaia durante una camminata amatoriale organizzata dalla Pro loco. In quell’occasione aveva perso la vita Viviana Maria Baldassini, 63 anni, residente a San Vittore Olona. Erano rimasti gravemente feriti anche i coniugi robecchettesi Egidio e Fiorella Boldrini. L’area era stata posta sotto sequestro penale dalla Procura di Busto Arsizio per consentire gli accertamenti.
Il dissequestro e la riapertura
Il 20 novembre al Comune di Robecchetto con Induno è pervenuto il decreto di dissequestro emesso dal Tribunale di Busto Arsizio. Con quell’atto l’area è stata formalmente restituita all’uso pubblico. La riapertura è stata comunicata anche dalla sindaca Valentina Cognetta nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale, precisando che fino a quel momento l’ente non era stato chiamato in causa dalla Procura.
Le spiegazioni mai arrivate dalla Pro loco
La riapertura della strada, però, non cancella le ombre che accompagnano quella giornata. A partire dalla Pro loco, finita al centro delle polemiche per non aver annullato la passeggiata nonostante l’allerta meteo arancione, diramata su tutta la regione e diffusa anche attraverso i canali istituzionali del Comune. A una domanda semplice – perché la gita non fu annullata? – l’associazione non ha mai risposto nel merito, limitandosi a un comunicato di cordoglio che invitava a evitare polemiche e a lasciare ogni valutazione alle autorità competenti.
Il nodo politico sugli assessori presenti
Altro punto mai chiarito riguarda la presenza, alla camminata, di due assessori comunali, il vicesindaco Antonio Seminara e l’assessora Laura Francesca Delle Stelle, nonostante l’allerta meteo fosse stata diramata dalla stessa amministrazione comunale. Interpellati all’epoca, avevano dichiarato di essere presenti “a titolo personale” e come soci della Pro loco, senza però spiegare la scelta di partecipare a una passeggiata nei boschi in quelle condizioni. Un silenzio che aveva spinto l’opposizione a chiedere chiarimenti in sede consiliare.
Il silenzio sull’inchiesta
Infine, il fronte giudiziario. Dopo l’apertura dell’inchiesta da parte della Procura di Busto Arsizio – un fascicolo inizialmente senza indagati – null’altro è trapelato. Al momento non si sa se qualcuno sia stato chiamato a rispondere in sede penale o civile, né quali siano stati gli esiti delle perizie disposte.
Dubbi e domande senza risposta
Oggi l’alzaia è di nuovo percorribile. Ma la riapertura non equivale alla chiusura della vicenda. Le responsabilità organizzative, le scelte compiute nonostante l’allerta meteo e gli esiti dell’inchiesta restano senza risposta. Ed è su questi vuoti, uniti a tanti dubbi, che continua a pesare la memoria di una tragedia che ha segnato la comunità.






