Sedriano, rivoluzione nel modo di imparare: le scuole adottano la Didattica per Ambienti di Apprendimento (DADA)

Il modello DADA sta dando i risultati sperati: gli studenti sono più responsabili e autonomi. Ecco le considerazioni della dirigente scolastica Costa a un semestre dall’inizio del progetto

di Giulia Macrì

SEDRIANO (MILANO) – Responsabilità e autonomia sono le parole chiave che, da settembre, si cerca di insegnare alla scuola primaria e secondaria di Sedriano, uno dei pochissimi paesi ad aver adottato l’innovativa Didattica per Ambienti di Apprendimento (DADA).

Come funziona

Questo nuovo modello prevede che le aule non siano più divise per classi, ma per materie di studio. La dirigente scolastica Marzia Monica Costa, prima promotrice del progetto, spiega: “Avere aule ad hoc per ogni materia fa sì che le insegnanti abbiano a disposizione più strumenti, facilitando l’apprendimento”. Parla poi del valore delle ‘pause attive’: lo spostamento da un ambiente all’altro “E’ un momento di svago per i ragazzi, che poi si distraggono meno a lezione”. Notare che i trasferimenti non avvengono ad ogni cambio d’ora, bensì ad ogni cambio di materia, principalmente organizzate in blocchi da due ore. Eccezione alla regola per i più piccoli: fino alla terza elementare, i bambini si muovono solo una volta nell’arco della giornata, dall’aula ‘a righe’ all’aula ‘a quadretti’.

DADA alle scuole elementari, genitori e insegnanti scettici

Se l’adozione del modello DADA alle scuole medie non aveva riscosso opposizione, la scelta di estenderlo anche all’istituto primario è stata inizialmente criticata. “I bambini delle elementari sono troppo piccoli perchè questo modello funzioni: creerà solo confusione” aveva commentato una mamma nei primi giorni di scuola. La dirigente stessa ha confermato che anche alcuni insegnanti, nello specifico quelli più ancorati ai metodi didattici tradizionali, erano molto scettici sia riguardo lo spostamento autonomo dei più piccoli sia al trasferimento del materiale, che temevano venisse dimenticato in continuazione.

Le ragioni della preside: verticalismo e adattamento

Ma allora qual è la logica dietro questa scelta? “Si tratta solo d’abitudine; all’inizio sarà difficile per gli scolari più piccoli, ma una volta interiorizzato il modello, sarà più semplice l’inserimento alle scuole secondarie: si tratta di un ‘trait d’union’ che garantisce verticalità tra gli istituti di Sedriano” spiega la preside Costa. E aggiunge “Li aiuterà anche ad adattarsi meglio nel mondo del lavoro”, riferendosi al fenomeno sempre più diffuso dell’Hot Desking, per cui gli impiegati non hanno più a disposizione sempre la stessa scrivania, ma cambiano postazione di giorno in giorno.

Resoconto a un semestre dall’adozione

Nonostante lo scettismo iniziale, “Ad oggi, mi sento di dire che il 99% degli insegnanti è soddisfatto dal modello DADA” rivela la dirigente scolastica. In linea generale, gli studenti, sia delle medie che delle elementari, sono più responsabili e autonomi nella vita scolastica: non dimenticano il materiale, chiedono di andare in bagno meno frequentemente e stanno più attenti durante le ore di lezione. Insomma, seppur ci siano ancora degli aggiustamenti da fare affinchè tutto funzioni come da copione, le due scuole stanno dando i risultati sperati.

L’opinione delle famiglie

L’approvazione arriva anche dalle famiglie. La mamma di un bimbo di quarta elementare dice: “Pur essendo partita prevenuta, devo ammettere che mio figlio va a scuola più volentieri. Piccole cose che prima non gli erano richieste, come doversi fare lo zaino, lo stanno aiutando a responsabilizzarsi”. Considerando anche le impressioni dei genitori, potremmo quindi concludere che l’adozione del modello DADA si sta rivelando essere un motivo di orgoglio per il paese: sembra possa accrescere il valore educativo che le scuole di Sedriano offrono ai propri iscritti.