Busto Garolfo, mamma 34enne, vittima di violenze domestiche, con 2 figli resta senza una casa. Si rivolge al Comune, ma finora senza risultati

di Deborah Ali

BUSTO GAROLFO (MILANO) – Cristina Siciliano (in foto), 34 anni, racconta la sua triste storia e confida le difficoltà con cui si sta scontrando per riuscire ad avere un alloggio popolare per lei e per i suoi due figli. “Da circa 30 anni abito a Busto Garolfo – spiega la giovane mamma – Purtroppo sono stata vittima di violenze domestiche e per quanto la mia famiglia mi dia una mano, non può ospitarmi a casa loro”.

Il racconto della giovane vittima

“Con tanto coraggio sono riuscita a liberarmi dalla relazione violenta, ma ne sono uscita economicamente a pezzi. Tra poco dovrò lasciare l’appartamento in cui vivo con mia figlia di 8 anni e con mio figlio di 8 mesi e non posso permettermene un altro. Mi sono rivolta alla sindaca, Susanna Biondi, che conosco fin da piccola; alle scuole elementari ero in classe con sua figlia e alle medie era la mia professoressa di musica”. Cristina spiega di essere stata indirizzata all’ufficio dell’assistente sociale e aggiunge: “Non voglio l’elemosina dal Comune“.

La giovane mamma chiede una casa popolare

“Ho un lavoro, sono una magazziniera – continua – mi sono sempre rimboccata le maniche e fatto il possibile per vivere decentemente, ho sempre pagato tutte le utenze, gas e luce, Tari, spese condominiali e l’affitto. Chi mi conosce sa che non ho mai fatto mancare niente ai miei figli. A luglio mi sono rivolta ai Servizi sociali, che mi hanno consigliato di fare domanda per un alloggio. Mi avevano garantito che non mi avrebbero lasciato sotto un ponte, che mi avrebbero dato una casa provvisoria nel caso la graduatoria fosse esaurita. Poi, però, si sono rimangiati la parola”.

La donna chiede aiuto per pagare l’affitto

Secondo la giovane mamma “nella graduatoria non ho una buona posizione, forse perché ho un lavoro, e l’unica cosa che possono fare è aiutarmi con l’affitto. Io prendo 1.000 euro al mese e mi ritrovo indebitata per colpe non mie, che mi hanno lasciato in eredità. Ho 2 figli minori e non ce la faccio con un affitto da 500 o 600 euro al mese”.

La replica del sindaco Susanna Biondi

Sulla questione abbiamo contattato la sindaca Biondi: “Non posso commentare singole situazioni – ha detto – ma posso affermare che i Servizi sociali seguono sempre principi di equità e correttezza, nel massimo rispetto dei criteri indicati dalle normative e tenendo a cuore i bisogni di tutti i cittadini in condizione di bisogno, senza subire alcun tipo di pressione”.