Dopo il caso della famiglia esclusa sollevato nei giorni scorsi, il Comune spiega regole, costi e possibili spiragli futuri per l’accesso al servizio di pre e post scuola. Ceriani: “Dereghe possibili, ma solo a precise condizioni”
VITTUONE (MILANO) – Dopo il dibattito acceso dalla segnalazione di una famiglia esclusa dal servizio comunale di pre-scuola, l’assessora all’Istruzione Francesca Ceriani interviene per fare chiarezza su criteri, vincoli e modalità di attivazione del servizio, spiegando le ragioni che hanno portato al diniego della richiesta. La vicenda era emersa nei giorni scorsi attraverso un articolo che dava voce al disagio dei genitori, costretti a ricorrere a soluzioni private per conciliare orari di lavoro e ingresso a scuola, lamentando anche un rapporto difficile con alcuni uffici comunali.
Ceriani: “Comprendo il disagio della famiglia”
“Mi dispiace sinceramente per il disagio che questa famiglia sta vivendo”, premette l’assessora Francesca Ceriani, sottolineando di aver ascoltato personalmente i genitori. “Il servizio di pre e post scuola non è un servizio obbligatorio, come può esserlo la refezione scolastica, ma viene attivato dal Comune per andare incontro alle esigenze delle famiglie”. Un servizio, precisa Ceriani, che comporta però costi significativi per l’ente e che richiede quindi regole chiare e sostenibili.
Numero chiuso e criteri di accesso
“Il pre-scuola ha un costo per il Comune – spiega l’assessora – e per questo è necessario stabilire criteri sia di accesso sia di gestione”. Le classi, per legge, possono essere composte da un massimo di 25 bambini e, nella maggior parte dei plessi scolastici, gli spazi consentono l’attivazione di una sola classe. Fanno eccezione le scuole Dante Alighieri e Don Milani, dove per il post-scuola sono state attivate due classi. Diversa, però, la situazione del pre-scuola.
Tempi di iscrizione e soglia minima
Per l’attivazione del servizio è previsto un numero minimo di 10 iscritti, come indicato nella Carta dei Servizi sottoscritta dalle famiglie al momento dell’iscrizione. “Non si tratta di insensibilità – chiarisce Ceriani – ma della necessità di mantenere il servizio economicamente sostenibile e con tariffe calmierate”. Nel caso specifico, la richiesta della famiglia è arrivata a ottobre, quando alla Dante Alighieri era già stato raggiunto il tetto massimo di iscritti. “Le iscrizioni si raccolgono tra giugno e luglio e la priorità viene data a chi rispetta i tempi previsti”, precisa l’assessora.
Deroghe solo in casi particolari
Nel corso dell’anno, spiega Ceriani, possono esserci deroghe, ma solo in presenza di nuove condizioni. “Alla scuola Aldo Moro il servizio è stato attivato a gennaio grazie a ulteriori richieste e a un confronto con le famiglie. In altri casi, come alla Don Milani, dove le richieste erano solo due, non è stato possibile procedere”.
Rapporti con gli uffici e possibili spiragli
L’assessora affronta infine il tema dei rapporti con gli uffici comunali. “Mi spiace che questa famiglia ritenga di essere stata trattata male. Approfondiremo quanto accaduto, anche se finora non sono arrivate segnalazioni e probabilmente ci sono state delle incomprensioni”. Uno spiraglio resta aperto per i prossimi mesi. “Da quest’anno il pagamento è diventato trimestrale – conclude Ceriani – quindi, in caso di rinunce, ci sarà la possibilità di inserire nuovi bambini”.






