Nel 140esimo della diga del Panperduto, il presidente del Consorzio Villoresi Alessandro Folli lancia la sfida alla politica: “I cambiamenti climatici ci impongono di cambiare. Tutelare l’acqua per salvare l’ambiente”. Il governatore Attilio Fontana: “Gestire con saggezza ciò che la natura ci offre”
SOMMA LOMBARDO (VARESE) – “Il 140esimo della diga del Panperduto e del Canale Villoresi rappresenta per noi l’occasione di celebrare una storia luminosa, progettando al meglio il futuro. I cambiamenti climatici in corso stanno imponendo un deciso cambio di passo, cui dobbiamo rispondere con una nuova progettualità degna del nostro passato”. Con queste parole Alessandro Folli, presidente del Consorzio Villoresi, ha chiamato tutti – la politica, l’impresa e gli stessi cittadini di quel vasto territorio compreso tra i fiumi Ticino e Adda – a riflettere su ciò che di grande è stato fatto e su ciò che oggi è necessario fare.
Il visionario Eugenio Villoresi
L’occasione è stato il convegno di venerdì 13 settembre a Somma Lombardo per celebrare i 140 anni della storica diga e della costruzione del canale. All’epoca le opere idrauliche – progettate dall’ingegner Eugenio Villoresi, un uomo tanto pragmatico quanto visionario – furono considerate una piccola rivoluzione e costituirono un punto di svolta fondamentale per l’economia agricola dell’alta pianura lombarda, trasformando un territorio arido in una zona fertile e produttiva. Il Canale Villoresi portò benefici irrigui anche nel Pavese, alimentando i fontanili che contraddistinguono l’ambiente naturale e il paesaggio della Bassa.

Un progetto da 100 milioni
Oggi però serve guardare oltre. E per essere pratici servono alcuni interventi sul Canale Villoresi e sul sistema dei Navigli che mirano a ridurre le perdite, a introdurre un sistema di regolazione delle acque che consenta le turnazioni irrigue in caso di carenza idrica e a rendere più flessibile la gestione della rete connettendo tra loro i bacini idrici più ricchi d’acqua con quelli più carenti. Il Consorzio Villoresi ha già progettato le opere (ora al vaglio dell’analisi costi-benefici dell’Università Bocconi di Milano), per realizzare le quali sono necessari 100 milioni di euro. Con questo investimento l’acqua sarà razionalizzata e le crisi idriche non metteranno in crisi l’agricoltura. Chi lo finanzierà? Il Consorzio si rivolge al Governo e a Regione Lombardia, ma cerca anche partner privati. Si tratta di lavori utili. L’auspicio è che la politica non si perda in chiacchiere.
Dal Consorzio Villoresi un appello allo politica
A celebrare il 140esimo della diga del Panperduto, assieme al presidente del Consorzio Villoresi Alessandro Folli, c’erano tutti. Dal sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli al governatore della Lombardia Attilio Fontana, passando per gli Assessori regionali Gianluca Comazzi (Territorio e Sistemi verdi) e Franco Lucente (Trasporti e Mobilità sostenibile). C’erano anche il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, il presidente e il direttore Generale di Anbi Francesco Vincenzi e Massimo Gargano, nonché il presidente di Anbi Lombardia Alessandro Rota.
Fontana: “Gestire con saggezza ciò che la natura offre”
Il governatore Fontana ha parlato del Canale Villoresi come di un “simbolo della tenacia e della capacità dell’uomo di modellare il proprio ambiente nel rispetto della natura. Come diciamo oggi, in modo sostenibile. La diga non solo garantisce la gestione delle risorse idriche, ma è diventata anche una meta turistica, dove si fondono passato e presente. In un’epoca in cui le risorse idriche sono sempre più preziose, il Panperduto ci ricorda l’importanza di tutelare l’ambiente e di gestire con saggezza ciò che la natura ci offre”.

Il Governo pronto a investire
Il sottosegretario Morelli ha invece puntato l’attenzione sulla necessità di prevedere “interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico”. Aggiungendo: “Serve una programmazione, che individui le necessità finanziarie sulla base delle proposte presentate dai territori. Al momento è possibile finanziare un piano stralcio di importo massimo pari a 950 milioni di euro. In Lombardia è previsto il finanziamento di opere per 77 milioni. È un importante ritorno alla capacità di pianificazione dello Stato in una materia fondamentale come la gestione dell’acqua”.

Coldiretti: “Sanare le criticità”
Il presidente di Coldiretti Prandini ha infine sottolineato come l’acqua sia “una fonte di accumulo di energia tra le più sostenibili in assoluto. Per questo sarà fondamentale anche recuperare, tramite un’opera di manutenzione, gli invasi già presenti sul territorio. Un’azione sistematica che deve andare a risolvere soprattutto situazioni di criticità nelle aree dove si trattiene solo un terzo dell’acqua che potrebbe essere stoccata”.






