L’82enne era in ospedale per una banale caduta: scomparsi e poi ritrovati i suoi anelli.

14 DICEMBRE 2020

di Francesco Colombo

MESERO-CUGGIONO (MILANO) – 82enne cade e finisce al pronto soccorso: muore dopo 2 mesi in ospedale, per cause ancora da chiarire. Spariti – e poi ritrovati – gli anelli che indossava quando è stata ricoverata.

82enne muore all’improvviso

E’ colma di dolore la vicenda che riguarda Luigia Berra, 82enne originaria di Mesero, deceduta il 3 dicembre all’ospedale di Cuggiono in circostanze da appurare. L’odissea di Luigia inizia il 22 ottobre quando, a causa di una banale caduta in casa, finisce al pronto soccorso dell’ospedale di Magenta. I sanitari prendono immediatamente in carico la paziente. “Le lastre – spiega il figlio, Rossano Colombo – non evidenziavano traumi significativi o fratture e i medici mi hanno parlato di una botta superficiale, quindi non mi sono preoccupato”. A quel punto la donna viene trasferita all’ospedale di Abbiategrasso, ma il quadro clinico sembra essere un po’ più complesso di quanto previsto in origine. “I medici mi hanno parlato di un’insufficienza renale – continua il figlio di Luigia – ma questa era una patologia che mia madre si portava dietro da diverso tempo. Inoltre, sembrava essere in corso una sorta di decadimento neurologico”.

“Non so perché mia madre è morta”

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Le condizioni cliniche della signora Luigia non sembrano giustificare un ricovero lungo e così i sanitari, che iniziano a discutere con il figlio delle dimissioni e del percorso di convalescenza a casa, optano per un nuovo trasferimento della paziente, questa volta nel reparto ‘subacuti’ del nosocomio di Cuggiono. “I dottori – prosegue Rossano – mi hanno prospettato l’attivazione di un’assistenza domiciliare che potesse supportare mia mamma durante i pasti. Inizialmente mia madre doveva essere dimessa il 16 novembre, poi il 22 e poi ancora ai primi di dicembre”. La signora Luigia, invece, non tornerà mai più a casa. Morirà in ospedale, a Cuggiono, giovedì 3 dicembre. “Di punto in bianco – racconta Rossano, la voce spezzata dalle lacrime – il medico mi ha telefonato per informarmi che il quadro clinico si era improvvisamente aggravato e che mia madre era morta. Ma ancora oggi non so bene per quale motivo e che cosa è successo”.

Il giallo della cartella clinica

Attorno alla cartella clinica della donna si sviluppa un giallo: “Gli infermieri – accusa il figlio Rossano – mi hanno detto che non la trovavano, che non sapevano dirmi nulla”. Ancora scosso dal dolore improvviso, il figlio di Luigia chiede che almeno gli vengano riconsegnati gli anelli che la madre indossava al momento del ricovero in ospedale, ma dei gioielli non c’è traccia. Spariti nel nulla. O forse fatti sparire da qualche mano zelante? E così al dolore si aggiunge l’indignazione, anche se – dopo qualche giorno, e solo dopo ripetute pressioni – gli anelli vengono ritrovati. “Devo andare a recuperarli nel reparto Covid di Abbiategrasso – conferma Rossano – ma non mi spiego come facciano a essere lì. E in ogni caso sono saltati fuori solo dopo la minaccia di raccontare tutto alla stampa”. Quello che ha raccontato Rossano potrebbe presto finire nero su bianco in un esposto-denuncia ai Carabinieri, con l’obiettivo di far emergere tutta la verità sulla vicenda.

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