Report rende noti un’intercettazione e un video, che testimoniano i rapporti tra il sindaco Cesare Nai e Paolo Errante Parrino, esponente di cosa nostra e cugino di Messina Denaro (GUARDA IL VIDEO: AUDIO ORIGINALE). Il primo cittadino: “Qui c’è la mafia? Non lo so”. L’opposizione prova a chiedere le dimissioni. Ma timidamente, con molto garbo

di Ersilio Mattioni

ABBIATEGRASSO (MILANO) – Il vecchio ‘boss’ parla con il sindaco e minaccia di “spaccare la testa” a un dipendente del Comune, perché tardano i permessi per il dehor del bar “Las Vegas”. Il primo cittadino, per tutta risposta, si fa una bella risata (GUARDA IL VIDEO: AUDIO ORIGINALE). E invece di andare dritto dai Carabinieri a denunciare le minacce, gli risponde: “Dai, vedo io come muovermi”. E’ quanto successo nel 2021 ad Abbiategrasso, nel Milanese, tra il capo dell’amministrazione comunale Cesare Nai (centrodestra) e l’esponente di cosa nostra Paolo Aurelio Errante Parrino, per gli amici “zio Paolo”, originario di Castelvetrano. Già condannato per mafia negli Anni ’90 e attualmente indagato, Errante Parrino è noto soprattutto per essere il cugino del super boss Matteo Messina Denaro.

IL DIALOGO TRA IL SINDACO E IL VECCHIO ‘BOSS’ ERRANTE PARRINO

Amicizie pericolose

I rapporti tra il sindaco Nai e il vecchio ‘boss’ erano noti da tempo e sono descritti nelle carte di “Hydra”, l’ultima inchiesta sulla mafia in Lombardia. Ma domenica 14 gennaio la trasmissione Report ha mandato in onda su Rai 3 l’audio originale di un’intercettazione ambiantale tra Nai ed Errante Parrino, assieme a un video assai significativo: si vede il sindaco che, chiamato da Errante Parrino la sera prima, si reca l’indomani di persona al bar “Las Vegas” per incontrare il ‘boss’. Ma Nai sa chi è Errante Parrino? “Certo, come molti cittadini”, risponde ai microfoni di Report. E non sembra trovarci nulla di strano.

PAOLO ERRANTE PARRINO AL BAR “LAS VEGAS”

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La campagna elettorale

Il sindaco Nai – un passato in Alleanza Nazionale, poi nel Pdl e ora vicino a Fratelli d’Italia, pur senza tessera – fa politica da una vita. Vince le elezioni la prima volta nel 2017 e nel 2022 tenta un difficile bis contro un avversario temibile: Alberto Fossati. Nai rivincerà al ballottaggio sul filo di lama: le due liste saranno separate da appena 128 voti. E farà discutere, in campagna elettorale, un aperitivo organizzato per sostenere il sindaco uscente proprio al bar Las Vegas, intestato alla figlia di Errante Parrino e di fatto riconducibile a “zio Paolo”. Il sindaco ci va: si mangia, si beve, si scattano foto. Parrino vanta una certa influenza sugli abitanti delle case popolari e qualcuno dice persino che può orientare il loro voto.

IL SINDACO NAI SI RECA AL BAR “LAS VEGAS”

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Chi è “Zio Paolo”?

Già condannato per mafia negli Anni ’90, Errante Parrino è attualmente indagato nella nuova inchiesta “Hydra” sul consorzio delle mafie lombarde: cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra sedute allo stesso tavolo per appianare i dissapori e gestire con profitto gli affari illeciti. La Direzione distrettuale antimafia di Milano aveva chiesto il suo arresto, il Gip lo ha negato e ora, dopo il ricorso della Procura, la questione è nelle mani del Tribunale della libertà, che non si è ancora espresso.

Il pregiudicato

La mente torna indietro di qualche anno, quando Errante Parrino chiede a Nai di far avere un alloggio popolare a Biagio Zappiello, un pregiudicato appena uscito dal cercare. Il sindaco dovrebbe rispondere che l’amministrazione non c’entra, che deve rivolgersi ad Aler Milano (l’ente controllato da Regione Lombardia, che gestisce le case popolari). Invece lo manda negli uffici del Comune, dove Zappiello non trova di meglio da fare che mostrare i muscoli con la segretaria comunale, esibendo le proprie amicizie mafiose. La dirigente non ci pensa due volte e va dai Carabinieri a sporgere denuncia. E Nai, di fronte a questo sconcertante episodio, come reagisce? “Io non l’ho neanche visto – dice a Report – e non so quando”. Tutto qui? tutto normale?

La visita al bar Las Vegas

Ma ancora più inquietante è ciò che succede in seguito. Errante Parrino, furioso perché dal Comune non arrivano i permessi per il dehor fuori dal bar Las Vegas, chiama il sindaco e gli chiede un incontro. Qui avviene qualcosa di assolutamente anomalo. Nai, la mattina dopo, si presenta al bar di Errante Parrino: “Quando un cittadino la chiama al telefono, lei si presenta a casa sua?”, chiede il giornalista di Report, Giorgia Mottola. Nai: “Dipende dai contesti”.

Denunciare? Dipende

Fa riflettere che dopo le minacce di morte a un dipende del Comune (l’ingegner Antonio Carrozza, oggi in pensione) il sindaco non senta il dovere di denunciare il fatto ai Carabinieri: “Ho valutato che non fosse credibile quella minaccia”, si giustifica Nai. Ma quando la giornalista Sara Manisera, parlando a un convegno in Calabria, disse di aver “visto la mafia entrare in comune”, allora Nai non ci pensò due volte e scattò la denuncia. “Dovevo tutelare i dipendenti del Comune”. Contro le affermazioni dei giornalisti tolleranza zero; contro le minacce dei pregiudicati per mafia no. Davvero una strana concezione della tutela dei dipendenti.

PAOLO ERRANTE PARRINO MINACCIA DI MORTE UN DIPENDENTE COMUNALE

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L’opposizione timida

Di fronte a uno scenario che non può non destare più di una preoccupazione, l’opposizione si mostra assai timida. In un comunicato diffuso dalla lista civica La Città si legge: “Cosa realmente sia successo e succeda in Abbiategrasso, sotto il profilo dell’operato e degli interessi della criminalità organizzata, sarà la magistratura a dirlo all’esito dei procedimenti giudiziari ancora in corso, che seguiremo con interesse, ma sui quali non riteniamo di esprimerci”. E’ il problema è proprio questo: la politica continua a delegare alla magistratura la lotta alle mafie. E per dirla tutta, Errante Parrino non è arrivato da Marte l’altro ieri. E’ in città dagli Anni ’80 e ha sempre più o meno fatto le stesse cose, con giunte di centrodestra e di centrosinistra.

La timidezza della lista civica La Città

Da scolpire nel marmo, poi, la frase che chiude il comunicato dell’opposizione: “Chiediamo quindi al sindaco di ripensare criticamente alle ripercussioni per l’immagine dell’amministrazione che la sua improvvida condotta ha comportato e a trarne le conseguenze insieme alla sua maggioranza”. Un linguaggio criptico di chi ha persino paura a pronunciare la parola “dimissioni”.

Il Pd: “Il sindaco si dimetta”

Più netta invece la posizione del Pd. Il capogruppo in consiglio comunale, Andrei Lacanu, rende questa dichiarazione: “Su Report è andato in onda un servizio sulle tre mafie, camorra, cosa nostra e ndrangheta. Abbiategrasso, purtroppo, è stata coinvolta: andate a vederla. Un Sindaco che a settembre 2022 decide di denunciare una giornalista indipendente per tutelare ‘il buon nome del comune’ ma che non fa niente di fronte a minacce di violenza fisica a un dipendente comunale. Ride di fronte alle minacce. Chiaramente due pesi e due misure”. Lacanu aggiunge: “Torniamo a gran voce a chiedere due cose: le dimissioni del sindaco Nai e la creazione di una Commissione sovracomunale antimafia”.

“C’è la mafia? Non lo so”

“Signor sindaco, ma ad Abbiategrasso e nei dintorni c’è la mafia?”. La domanda di Report, che chiude l’intervista con il primo cittadino, sembra retorica. Invece la risposta del sindaco Nai è semplicemente incredibile: “Non lo so”.

IL TESTO DELL’INTERCETTAZIONE TRA NAI ED ERRANTE PARRINO

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