Il Comitato Bene Comune di Abbiategrasso rilancia il legame con l’inchiesta milanese che ha portato alla richiesta di arresti per il “re del mattone” Catella, l’assessore Tancredi e l’architetto Marinoni, coinvolto nel Pgt 2010 e nel progetto Essedue
ABBIATEGRASSO (MILANO) – Non c’è pace per la politica abbiatense. Dopo la notizia di ieri sulla visita della guardia di finanza in municipio, oggi l’attenzione della città si concentra sull’inchiesta della Procura di Milano, che scuote il mondo dell’edilizia e della politica lombarda. I magistrati hanno chiesto la custodia cautelare ai domiciliari per sei persone, tra cui il noto immobiliarista Manfredi Catella, presidente del gruppo Coima, soprannominato “il re del mattone”, e Giancarlo Tancredi, assessore all’Urbanistica del Comune di Milano. Le accuse vanno dalla corruzione al falso. Tra gli indagati spunta anche un nome che ad Abbiategrasso non è nuovo: Giuseppe Marinoni, ex presidente della Commissione Paesaggio del Comune di Milano, con un passato importante proprio nella città abbiatense.
Il ruolo dell’architetto Marinoni
Come riportato da Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera, Giuseppe Marinoni è accusato di aver ricevuto una consulenza da Manfredi Catella senza poi astenersi dalla valutazione di un progetto legato al gruppo Coima. Ma non solo: secondo i pm, l’assessore Giancarlo Tancredi avrebbe indotto Marinoni – su input dell’imprenditore – a orientare l’iter di approvazione del progetto. Marinoni, per la Procura, avrebbe agito in situazione di conflitto d’interessi non dichiarato. Con lui, nella lista degli indagati, anche l’architetto Alessandro Scandurra e due imprenditori.
Il Pgt della giunta Albetti e il progetto Essedue
Il nome di Giuseppe Marinoni, per chi vive ad Abbiategrasso, non è affatto sconosciuto. L’architetto ha lavorato sul Piano di governo del territorio del 2010, quando in Comune sedeva la giunta guidata dal sindaco Roberto Albetti. Ma soprattutto è stato coinvolto nell’iter del piano commerciale della società Essedue, che oggi sta realizzando un grande complesso commerciale lungo viale Giotto, oggetto da anni di critiche e battaglie ambientali, legali e politiche.
Il Comitato denuncia tutto
A rilanciare la notizia è stato il Comitato Bene Comune Abbiategrasso, nato nei mesi scorsi per denunciare l’inerzia dell’attuale amministrazione di centrodestra sul tema delle infiltrazioni mafiose dopo l’inchiesta Hydra (che ha visto coinvolto il boss Paolo Aurelio Errante Parrino, oggi in carcere ad Ancona dopo aver cercato di sfuggire all’arresto). Con un post sui social, il Comitato ha messo in evidenza il nome di Giuseppe Marinoni tra gli indagati, parlando di “architetto del cemento di Abbiategrasso” e chiedendo maggiore trasparenza su quanto accaduto in passato nella pianificazione urbanistica cittadina.
Il progetto Essedue nel mirino
Il grande centro commerciale in costruzione lungo viale Giotto – progetto firmato dalla società Essedue – è tornato così al centro del dibattito. I cittadini contrari all’opera lamentano da anni l’impatto ambientale e paesaggistico, i problemi viabilistici e la presunta scarsa utilità pubblica dell’intervento. Ora, alla luce dell’inchiesta milanese, si aggiunge un nuovo elemento: il coinvolgimento di una figura tecnica che ha avuto un ruolo diretto nel progetto.
Politica e responsabilità
L’inchiesta milanese non riguarda direttamente il Comune di Abbiategrasso. Ma solleva domande legittime sul passato e sull’origine di alcune scelte urbanistiche locali. Il Comitato Bene Comune chiede chiarezza e trasparenza. E si prepara a continuare la sua azione di denuncia, affinché ciò che accade a Milano non venga sottovalutato in provincia, come troppe volte è accaduto.






