Arconate, il giornale dell’opposizione in tutte le case: “Falsità sulle vicende giudiziarie”. Colombo: “Il sindaco riempì i bilanci di debiti”

Cambiamo Arconate distribuisce in tutte le abitazioni il primo numero del nuovo giornale: “L’altra voce in Comune”. Nell’editoriale il capogruppo d’opposizione Francesco Colombo attacca il sindaco sulle vicende giudiziarie e sui debiti

di Ersilio Mattioni

ARCONATE (MILANO) – È arrivato in tutte le case di Arconate il primo numero de “L’altra voce in Comune”, il nuovo giornale promosso dal gruppo di opposizione Cambiamo Arconate, composto dal capogruppo Francesco Colombo e dai consiglieri Marzia Fumagalli, Giacomo Pisoni e Giulio Garegnani. Un’iniziativa che segna un salto di qualità nella comunicazione politica, portando il confronto direttamente tra i cittadini e affidando all’editoriale del capogruppo Colombo il compito di fissare la linea e i contenuti dello scontro politico.

Il giornale dell'opposizione: "Laltra voce in Comune"
Il giornale dell’opposizione: “Laltra voce in Comune”. E’ stato distribuito in tutte le case

Colombo: “Su Cambiamo Arconate bugie e falsità”

Il cuore del giornale è l’editoriale firmato da Francesco Colombo, che prende di mira senza giri di parole la narrazione del sindaco Mario Mantovani, definendola una forzatura politica. Colombo parte dall’intervista rilasciata dal primo cittadino, nella quale Mantovani parla di un paese “abbandonato” e di un presunto “tracollo”, per replicare con parole nette: “È il solito ritornello, fazioso, secondo cui il sindaco sarebbe stato cacciato dagli avversari per via giudiziaria, prima di ritornare a portare la luce dopo le tenebre. Tutto ciò è falso”.

“Falsa narrazione sulle vicende giudiziarie”

Nel testo, l’opposizione smonta il racconto delle origini del cambio di amministrazione, ricordando che “nel 2014, quando ‘Cambiamo Arconate’ vinse per la prima volta le elezioni comunali con Andrea Colombo, le vicende giudiziarie del nostro sindaco ancora non esistevano”. Secondo l’editoriale, la vittoria elettorale fu il frutto di “una comunità stanca di un certo modo di fare politica, diventato nel tempo più distante dal cittadino ed autoreferenziale”, e non di vicende esterne alla politica.

“Il sindaco riempì i bilanci di debiti”

Il passaggio più duro riguarda però il tema dei conti pubblici. Colombo rivendica l’azione amministrativa delle giunte di Cambiamo Arconate, ricordando che il gruppo ha “risanato i bilanci che la giunta Mantovani, dal 2001 al 2014, aveva riempito di debiti”. Da qui l’affondo finale: “ripetere una bugia all’infinito non la trasformerà in verità”, accompagnato da un invito a misurarsi sui problemi concreti del presente, dalle opere pubbliche ai servizi, fino alle risorse per le scuole.

Il gruppo d'opposizione "Cambiamo Arconate". Da sinistra: Giacomo Pisoni, il capogruppo Francesco Colombo, Marzia Fumagalli e Giulio Garegnani
Il gruppo d’opposizione “Cambiamo Arconate”. Da sinistra: Giacomo Pisoni, il capogruppo Francesco Colombo, Marzia Fumagalli e Giulio Garegnani

Servizi, urbanistica e scelte amministrative

Accanto all’editoriale, “L’altra voce in Comune” affronta diversi temi di attualità amministrativa, dalle politiche sociali alle iniziative culturali, passando per la farmacia comunale, la gestione dei fondi e le scelte urbanistiche. Un insieme di contributi che punta a delineare un’attività di opposizione strutturata e continuativa, non limitata al solo confronto in consiglio comunale.

Asilo parrocchiale, l’opposizione: “Scelta grave e sbagliata”

Uno dei capitoli più critici riguarda i tagli all’asilo parrocchiale, definiti nel giornale come una decisione che colpisce direttamente famiglie e bambini. L’opposizione parla di una riduzione dei contributi comunali giudicata miope, soprattutto in un contesto di aumento dei costi e di difficoltà per i servizi educativi, accusando la giunta di non aver considerato l’impatto sociale della scelta.

“Un regolamento edilizio che complica la vita ai cittadini”

Altro tema centrale è il regolamento edilizio, che secondo Cambiamo Arconate ha introdotto norme confuse e penalizzanti. Nel giornale si parla di un impianto regolamentare che “complica la vita ai cittadini invece di semplificarla”, con il rischio di frenare interventi edilizi ordinari e creare incertezza per residenti e professionisti.