Arconate, Mantovani getta la maschera: “La piazza va chiusa”. Il sindaco spazza via in pochi minuti il lavoro dei suoi trombettieri

Forza e Coraggio boccia la mozione per mantenere la piazza aperta, nonostante lo avesse promesso in campagna elettorale. Poretti prova a tenere una linea moderata, Mantovani la demolisce. Tornano i comizi durante le feste

di Ersilio Mattioni

ARCONATE (MILANO) – Il sindaco Mario Mantovani non finisce mai di sorprendere. Sabato 25 luglio, in consiglio comunale, gli sono bastati pochi minuti per spazzare via tutto il lavoro dei suoi trombettieri e far sapere agli arconatesi, senza troppi giri di parole, che lui piazza Libertà la vuole chiusa. Non soltanto nei fine settimana estivi, come avviene oggi, ma in maniera stabile.

E alla fine il dato politico è uno solo: Forza e Coraggio ha votato contro la mozione di Cambiamo Arconate che chiedeva a sindaco e giunta di impegnarsi, fino alla scadenza del mandato nel 2029, a non chiudere completamente al traffico piazza Libertà e a non renderla totalmente pedonale 365 giorni all’anno, 24 ore al giorno. In altre parole, la maggioranza ha votato contro una richiesta che coincideva con una sua stessa promessa elettorale. Nel 2024, infatti, Forza e Coraggio aveva scritto nero su bianco: «Terremo aperta piazza Libertà al traffico per riportare vitalità e allegria tutelando gli esercizi commerciali».

Arconate, le promesse nn mantenute di Mantovani
La promessa di Mantovani nel 2024: “Piazza aperta al traffico”

Poretti prova a salvare la linea della maggioranza

Durante il dibattito, il capogruppo Stefano Poretti ha cercato di dare al voto contrario una lettura più prudente. La maggioranza, in sostanza, non avrebbe voluto impegnarsi oggi su una scelta futura: non perché intenzionata a chiudere la piazza, ma perché contraria a legarsi le mani per gli anni a venire. Una spiegazione già piuttosto debole, dal momento che l’impegno chiesto dalla mozione non riguardava l’eternità ma il mandato amministrativo 2024-2029, cioè esattamente il periodo sul quale Forza e Coraggio aveva già assunto un impegno davanti agli elettori. Ma almeno la linea era moderata: nessuna decisione di chiusura definitiva, soltanto la volontà di non prendere impegni. Poi ha preso la parola Mantovani.

E in pochi minuti il sindaco ha smontato la linea appena costruita dal suo stesso capogruppo, facendo capire che il problema non era affatto la volontà di non assumere vincoli per il futuro: Mantovani la piazza la vuole chiusa. Il precedente, del resto, è noto. Nei suoi vecchi mandati da sindaco, tra il 2001 e il 2013, il percorso era cominciato in modo molto simile: prima le chiusure nei fine settimana, poi periodi sempre più lunghi, fino alla pedonalizzazione permanente. Ed è proprio per questo che Cambiamo Arconate considera l’attuale chiusura estiva del sabato e della domenica come il possibile primo passo verso lo stesso risultato.

In aula una cosa, in piazza un’altra

La vicenda ha avuto poi un seguito poche ore dopo, quando Mantovani è tornato sull’argomento durante il ballo liscio organizzato in piazza dal gruppo folkloristico. Qui, però, il registro è cambiato. In consiglio comunale il tema era stato affrontato in termini molto concreti: apertura o chiusura della piazza al traffico. Sul palco, davanti al pubblico, Mantovani ha invece ricordato il dibattito della mattina per affermare che «la piazza è la vita di una comunità».

Una frase certamente condivisibile, ma anche talmente ovvio e generica da non rispondere alla questione politica. Nessuno ha mai sostenuto che piazza Libertà non sia un luogo centrale per Arconate. Il punto è un altro: se debba restare anche uno snodo viabilistico e commerciale oppure essere chiusa alle automobili tutto l’anno. In aula Mantovani aveva fatto capire con chiarezza quale fosse la sua posizione. Sul palco, poche ore dopo, quella scelta è diventata una formula sfumata. In Consiglio la nettezza di fronte all’opposizione, in piazza la banalità di fronte al popolo, forse ragioni di consenso.

E alle feste tornano i comizi politici

C’è poi un altro aspetto che non passa inosservato. Durante la serata Mantovani non si è limitato a un saluto istituzionale: è salito sul palco, ha chiamato con sé assessori e consiglieri di maggioranza e ha tenuto un lungo comizio, tornando anche su un tema politico discusso poche ore prima in consiglio comunale.

Una brutta pratica che le precedenti amministrazioni avevano giustamente abbandonato, scegliendo una linea sobria: le feste pubbliche erano feste di tutti, senza trasformarsi in occasioni per comizi politici della maggioranza di turno. Con il ritorno di Mantovani, invece, sembrano essere tornati anche i rituali della vecchia politica: palco, tavolo centrale riservato agli amministratori e ai loro parenti, trombettieri schierati e intervento politico nel mezzo di una serata nata per tutt’altro. E se qualcuno pensa che il Gruppo Folkloristico Arconatese abbia protestato contro la politicizzazione di una sua festa, beh, si sbaglia di grosso. Non una parola. Del resto, nessuno osa dire nulla nei confronti di questo sindaco. E le ragioni sono facilmente intuibili.

Cambiamo Arconate: «Una scelta sbagliata»

Durissima la reazione di Cambiamo Arconate dopo il voto. «È una scelta sbagliata, che noi contrastiamo e che combatteremo con ogni strumento a nostra disposizione – ha dichiarato il capogruppo Francesco Colombo – chiudere la piazza significa paralizzare la viabilità, complicare il traffico e penalizzare i commercianti, rendendo la vita difficile a migliaia di cittadini arconatesi».

Colombo richiama proprio quanto accaduto durante i precedenti mandati di Mantovani: «Già in passato la chiusura del centro cittadino alle auto si rivelò un vero e proprio disastro: il paese fu diviso a metà, il traffico diventò impossibile, i negozi furono messi in grave difficoltà». Piazza Libertà venne riaperta al traffico nel 2015 dalla prima amministrazione di Cambiamo Arconate, guidata da Andrea Colombo. «Siamo stati noi – ha ricordato Francesco Colombo – a salvare il paese da quel disastro, e oggi ci risiamo. Questa Amministrazione si dimentica che la piazza non è solo il “salotto buono” dove i cittadini si incontrano, ma è anche e soprattutto un importante snodo viabilistico e commerciale, è il luogo dove si celebrano funzioni religiose ed è sede di numerosi negozi».

«La giunta delle promesse all’incontrario»

L’opposizione attacca anche sul comportamento della maggioranza durante il dibattito: «Spiace leggere sui volti dei consiglieri di maggioranza sorrisi ironici quando si parla delle perdite economiche subite dai commercianti a causa della piazza chiusa, quasi come se fosse un’invenzione. Ma cosa c’è da ridere? Qui si parla di numeri veri e di incassi mancati». E annuncia battaglia qualora la giunta procedesse verso la pedonalizzazione permanente: «Non lasceremo che sia questa giunta, con un colpo di mano, a decidere in questo modo il futuro del paese. Siamo pronti a consultare la cittadinanza nei modi e nelle forme consentite dalla legge. È giusto, a questo punto, che siano gli arconatesi ad esprimersi».

Infine il nodo che resta politicamente più pesante: Forza e Coraggio ha votato contro ciò che aveva promesso agli elettori due anni fa. «E meno male – conclude Colombo – che il gruppo di maggioranza Forza e Coraggio, nella campagna elettorale del 2024, aveva dichiarato di voler tenere aperta al traffico la piazza per tutelare i commercianti. Una vera e propria presa in giro nei confronti degli elettori. Un impegno tradito da quella che si può definire come la “giunta delle promesse all’incontrario”: ai cittadini dice una cosa, poi ne fa un’altra. Anzi, fa l’esatto opposto».