Mafia, arrestato “Dollarino”. L’ultimo latitante di “Hydra” si nascondeva in Colombia. Gli incontri sul territorio: “Al Nord possiamo fare tutto”

Latitante da 17 mesi, Emanuele Gregorini, alias “Dollarino”, si nascondeva in Sudamerica: prima a Panama, poi in Colombia. E’ in carcere in attesa di estradizione. La Procura: “Arresto strategico”

di Ersilio Mattioni

MILANO – Arrestato in Colombia l’ultimo latitante di “Hydra”, l’inchiesta della Procura di Milano sul “consorzio delle mafie” in Lombardia. Lunedì 17 marzo, grazia all’Interpol, la policia nacional colombiana ha messo le manette a Emanuele Gregorini, detto “Dollarino”. Il presunto mafioso, destinatario di una ordinanza di custodia cautelare in carcere, è stato fermato a Cartagena de Indias. Deve rispondere di una pluralità di reati (mafia, armi, estorsione) nell’ambito della sua partecipazione al sistema mafioso lombardo, che vede cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra sedute allo stesso tavolo a spartirsi gli affari.

Chi è Emanuele Gregorini

Gregorini – 35 anni, nato Marino, in provincia di Roma – è ritenuto uno degli esponenti di spicco del “corsorzio delle mafie”. Secondo i magistrati, è uno dei referenti della componente camorrista, nello specifico della famiglia Senese, il clan attivo a Napoli, a Roma e a Milano. Non solo, le indagini di “Hydra” hanno fatto emergere alcuni collegamenti diretti tra Gregorini e soggetti legati alla ‘ndrangheta.

Gli incontri sul territorio

La caratura criminale di Gregorini, secondo la Direzione distrettuale antimafia, si evince dalla sua partecipazione agli incontri dei boss delle tre mafie. Lo ritroviamo infatti tra il 2019 e il 2021 nelle sedi delle società del consorzio mafioso a Dairago, a Busto Garolfo e a Inveruno. “Dollarino” è spesso anche ad Abbiategrasso al Bar Las Vegas e al negozio Arredamentinox, attività entrambe riconducibili all’ex latitante Paolo Aurelio Errante Parrino, ora in carcere. E infine, bazzica gli uffici di Cinisello Balsamo, gestiti dal clan Pace, dove si contano le mazzette di soldi.

Arrestato in Colombia Emanuele Gregorini, detto "Dollarino"
Emanuele Gregorini, detto “Dollarino”, negli uffici del “consorzio delle mafie” a Dairago

“Qua è Milano, si fanno le cose giuste”

In una telefonata intercettata, “Dollarino” spiega la potenzialità del “consorzio delle mafie”, lasciando intendere che la cupola lombarda può muoversi copn un certo grado di autonomia nella regione più ricca d’Italia, dove il gruppo criminale ritiene di poter concludere ottimi affari. “Qua è Milano! Non ci sta Sicilia, non ci sta Roma, non ci sta Napoli, le cose giuste qua si fanno!”

La fuga in Colombia

Arrestato in Colombia Emanuele Gregorini detto "Dollarino"
L’arresto di Emanuele “Dollarino” Gregorini in Colombia

Il 23 ottobre 2023, quando vengono eseguiti 11 arresti nell’inchiesta “Hydra” e vengono indagati a piede libero altri 141 soggetti, “Dollarino” non c’è. E’ sparito e la sua latitanza durerà 17 mesi. Ma il Reparto operativo del Nucleo investigativo dei carabinieri di Milano non ha mai smesso di dargli la caccia. A fine gennaio Gregorini viene intercettato a Panama, in partenza per la Colombia, dove in effetti giunge il 2 febbraio 2025. La sua cattura avviene per mano delle forze di polizia colombiane, che tuttora lo detengono in attesa dell’estradizione.

Arresto strategico

“L’arresto di Gregorini – hanno commentato i magistrati antimafia – rappresenta un successo strategico nella lotta contro la criminalità organizzata transnazionale, confermando l’efficacia della cooperazione internazionale tra forze di polizia nel contrasto ai latitanti di rilievo”.