Arrestati in Liechtenstein con 770.000 euro falsi: 2 cittadini di Magenta in cella da mesi

Tentano di attraversare la frontiera con 770.000 euro fasulli in auto: due magentini di 57 e 58 anni arrestati in Liechtenstein. Sono in cella dal 4 agosto, l’avvocato: “Sono isolati e senza ora d’aria. Allertata la Farnesina.

di Francesco Colombo

MAGENTA (MILANO) – Due magentini arrestati in Liechtenstein con 770.000 euro di soldi falsi nell’auto. È accaduto lo scorso 4 agosto, quando gli uomini della locale Polizia di Stato hanno fermato alla frontiera due cittadini di Magenta di 57 e 58 anni.

Arrestati in Liechtenstein: 770.000 euro falsi in auto

Nell’autovettura su cui stavano tentando di entrare nel Principato, infatti, gli uomini della ‘Landespolizei’ hanno trovato banconote false per un valore di quasi 800.000 euro. Una scoperta che ha lasciato basiti i militari. Subito i due uomini sono stati arrestati e portati in un carcere del Liechtenstein, stato dell’Europa centrale racchiuso tra Svizzera e Austria che conta appena 37.500 abitanti.

Il comunicato della Polizia

“La Polizia – si legge in un comunicato ufficiale – ha arrestato due sospettati per possesso e importazione di denaro contraffatto. Due uomini, di età compresa tra 57 e 58 anni, sono stati controllati dall’Ufficio federale delle dogane e della sicurezza delle frontiere mentre entravano nel Paese al valico di frontiera di Ruggell. Durante la perquisizione del veicolo è stata rinvenuta moneta falsa per un totale di 770.000 euro. La Polizia di Stato ha avviato le indagini e, su richiesta della Procura del Liechtenstein, il tribunale regionale ha emesso un ordine d’arresto”.

Allertata la Farnesina: “Trattamento inumano, sono isolati e senza ora d’aria”

I due magentini si trovano ancora in cella e non si capisce quando scadranno i termini per la carcerazione: ad accendere i riflettori sulla loro condizione è il legale difensore di uno dei due arrestati, Roberto Grittini (in foto), che ha già informato la Farnesina. “Sono isolati in cella – spiega l’avvocato – senza ora d’aria, sottoposti ad un regime di carcere durissimo. Mi sorprende che in un principato nel cuore dell’Europa, a fronte di un fatto che non è reato in Italia, si sottoponga ad un regime particolarmente restrittivo, quasi inumano, il detenuto. Ne avevo sentito parlare rispetto a carceri sudamericane e del mondo arabo, ma in Europa la cosa mi sorprende. Al termine di questa vicenda – preannuncia Grittini, che vuole andare fino in fondo – ricorreremo certamente alla Corte europea dei diritti dell’uomo”.