Un 37enne di Bernate Ticino, nel Milanese, brucia l’auto del nuovo compagno della sua ex fidanzata. Il Tribunale lo condanna a 4 mesi. Nei guai anche l’amico che gli ha fornito l’alibi: rischia un’accusa per falsa testimonianza. Risarcita la vittima, soddisfatto l’avvocato Grittini: “Le bugie hanno le gambe corte”

di Francesco Colombo

BERNATE TICINO (MILANO) – Bruciò l’auto del suo rivale in amore: condannato a 4 mesi di reclusione dal Tribunale di Milano. Ha dell’incredibile la vicenda che vede come protagonista un 37enne nato a Magenta e residente a Bernate Ticino, nel Milanese. L’uomo era imputato per il reato previsto e punito dall’articolo 424 del codice penale, ovvero “danneggiamento seguito da incendio”.

I fatti

Secondo la tesi della Procura, il 37enne avrebbe dato alle fiamme la vettura del nuovo compagno dell’ex fidanzata: un uomo di 46 anni, nato a Cuggiono e pure lui residente a Bernate Ticino. Il fuoco, appiccato nella parte anteriore del veicolo, aveva cagionato un principio d’incendio, poi domato poi dai vigili del fuoco. L’episodio è avvenuto a Bernate il 21 dicembre del 2019.

Il movente passionale

Da parte della difesa era stata richiesta l’assoluzione dell’imputato, che aveva persino fornito un alibi. Ma il giudice della settima sezione penale del Tribunale di Milano, Ombretta Malatesta, non gli ha creduto e lo ha condannato. Il movente sarebbe tutto passionale: gelosie e rancori nella sfera appunto amorosa, forse di un uomo che non accettava di stare lontano da quella che ormai era la ex fidanzata.

Il complice e l’alibi

Ma l’aspetto più clamoroso della vicenda giudiziaria è che, a finire nei guai, è stato anche un amico del ‘piromane’, colui che gli ha fornito l’alibi. Un vero amico, tanto da dichiarare al giudice che quella sera di dicembre 2019 il 37enne era rimasto a casa sua fino alle 3 del mattino. Peccato che la moglie di colui ha fornito l’alibi abbia, ha raccontato in aula che il marito, in quel periodo, andava a letto molto presto. Il giudice ha così ritenuto di trasmettere gli atti alla Procura per valutare l’imputazione per falsa testimonianza per l’amico del 37enne.

La parte offesa

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Soddisfazione è stata espressa dall’avvocato Roberto Grittini di Abbiategrasso, legale difensore della parte offesa: “Le bugie – ha dichiarato – hanno le gambe corte. E questa sentenza ne è la dimostrazione più lampante”. Presente in aula, al momento della lettura del dispositivo, l’avvocato Ilenia Sorbo, anch’ella assegnata alla parte offesa.

Il risarcimento

Il giudice ha anche quantificato e liquidato il danno subìto dal 46enne, riconoscendo un risarcimento di 1.500 euro. Fortunatamente, quella sera di dicembre del 2019, non si registrarono feriti o danni gravi, ma resta lo stupore di fronte ai gesti che un uomo, per amore e gelosia, si è spinto a mettere in atto. Vista la lieve entità della pena (4 mesi) il 37enne, in ogni caso, non finirà in carcere.

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