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Bosco della droga: il giallo degli spari di notte, ferito un 28enne. Stallo nelle indagini

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Bosco della droga: il giallo degli spari di notte, ferito un 28enne. Stallo nelle indagini
Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese

Spari nel 2020, oggi si scopre che il 28enne fu ferito nel bosco della droga di Buscate

di Redazione

BUSCATE (MI) – Era il 21 agosto 2020 quando i giornali pubblicarono la notizia di una sparatoria avvenuta a Lonate Pozzolo, in località Sant’Antonino. Un 28enne di origini marocchine, C.K., fu colpito al braccio destro da un colpo d’arma da fuoco. Soccorso dal 118, fu ricoverato in codice giallo all’ospedale di Circolo di Varese (in foto) e poi fu dimesso dopo qualche ora. Oggi si scopre che, in realtà, i fatti avvennero a Buscate. Più precisamente al confine di una zona boschiva molto nota per l’attività di spaccio di droga. l’area è conosciuta come bosco della droga.

Spari di notte nel bosco della droga di Buscate

Il ragazzo, ferito, fu trasportato solo in un secondo momento a Lonate, non si sa bene da chi e come. E’ questo quello che emergerebbe dalle indagini svolte dalla Procura di Busto Arsizio. Indagini che, ora, sembrano essere a un punto morto, in stallo. Quello che è certo, fino ad oggi, è che l’episodio sembra configurarsi come un regolamento di conti nell’ambito del mondo della droga e dello spaccio di sostanze stupefacenti.

Bosco della droga di Buscate

Non è un caso, infatti, che gli spari siano stati esplosi proprio in un bosco della droga di Buscate che gli spacciatori battono con regolarità per i loro traffici. E non è nemmeno un caso che il ragazzo ferito sia stato ‘fatto ritrovare’ ben lontano dalla zona dove è avvenuta la sparatoria, sembra per non ‘bruciare’ la piazza dello spaccio, che rappresenta fonte di guadagno e potere per diversi pusher locali. Tra l’altro sembra che il giovane, quella notte di agosto di 2 anni fa, era accompagnato da una ragazza.

Mistero sulla ragazza ascoltata dal magistrato

Chi era, questa ragazza? E che ruolo ha avuto nella vicenda? Sembra che la donna, all’epoca, abbia parlato a lungo con il magistrato e con gli inquirenti e che abbia fornito “numerosi e dettagliati elementi” per individuare i responsabili e soprattutto per scoprire l’esatta dinamica di quanto accaduto. Per quale ragione, però, i colpevoli non siano ancora stati assicurati alla giustizia, è un mistero. Appare evidente che vi sia stata una sorta di battuta d’arresto nell’inchiesta, che secondo qualcuno avrebbe potuto chiudersi tempo fa, ma le ragioni alla base di questo ‘stop’ non sono chiare. E il mistero, ancora una volta, si infittisce.