Caduta di stile del sindaco di Buscate, nel Milanese, che ha risposto con un insulto al saluto di un gruppo di volontari. Stavano raccogliendo le firme contro un impianto di rifiuti. Le opposizioni: “Il sindaco ha definito ‘truffa’ la nostra petizione, utilizzando i mezzi istituzionali per offenderci”

di Redazione

BUSCATE (MILANO) – “Buongiorno un cazzo!”, così avrebbe risposto il sindaco di Buscate, Fabio Merlotti, ai volontari che stavano raccogliendo le firme contro l’impianto per il trattamento dei rifiuti nella Cava Campana, a ridosso di un parco pubblico.

La denuncia dell’opposizione

Da qualche tempo a Buscate, nel Milanese, l’opposizione sta raccogliendo le firme a tutela del Parco Pratone e della Cava Campana. Il sito, negli Anni ’90, fu al centro di un epico scontro tra l’allora amministrazione democristiana e un comitato spontaneo di cittadini, i quali si opponevano alla costruzione di una discarica.

Il passato che ritorna?

Oggi la giunta Merlotti ipotizza di rilasciare un’autorizzazione che sta facendo discutere: quella per la realizzazione di un impianto per il trattamento dei rifiuti. Non stiamo parlando di una discarica. Ma secondo l’opposizione quell’impianto provocherebbe una serie di inconvenienti: inquinamento, traffico e polveri nell’aria. Da ciò l’idea di promuovere una raccolta firme.

Il sindaco: “Una truffa”

Il sindaco Merlotti – vicino a Fratelli d’Italia, ma eletto con una bizzarra lista civica appoggiata dal Pd – non ha gradito. E ha definito “una truffa” la petizione della minoranza. Lo ha fatto utilizzando la pagina Facebook del Comune e l’uso di un mezzo istituzionale per offendere gli oppositori ha scatenato il putiferio.

L’opposizione: “Il sindaco legga, prima di parlare”

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“Truffa è un termine forte, soprattutto quando si accusano dei consiglieri comunali su una pagina istituzionale”, ha dichiarato il consigliere di minoranza, Valeriano Ottolini. Che poi si è rivolto direttamente al sindaco: “Ci teniamo a rassicurare Merlotti che i cittadini trovano il testo della petizione su ogni foglio e lo leggono prima di firmare. Avrebbe potuto leggerlo anche il signor sindaco, quando è passato davanti al gazebo sabato mattina”.

“Buongiorno un cazzo!”

“Invece – secondo l’opposizione – il sindaco è passato davanti al nostro gazebo, sabato mattina in piazza. E ha risposto ‘Buongiorno un cazzo’ ai nostri volontari, che lo avevano salutato. Avrebbe potuto leggere la petizione anche un altro assessore, al parco quindici giorni fa, invece di allontanare un nostro volontario”.

La difesa del sindaco

Il sindaco Merlotti ha ribadito la sua opinione: “Truffa è un termine che confermo, visto che più di un testimone mi ha riferito che chi gli ha proposto la petizione l’ha perorata dicendo ‘Firma se non vuoi che arrivi la discarica’ o ‘Firma se non vuoi la polvere in casa’ o ancora ‘Firma per avere il parco’ e così via dicendo. Tutte indicazioni superficiali e ingannevoli”. D’accordo. Ma questo non giustifica un sindaco dal rispondere “Buongiorno un cazzo!” a un cittadino che lo saluta. Educazione e civiltà, prima di tutto.

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