Busto Garolfo, mafia: il centrodestra si sveglia con 2 anni di ritardo. Ma nessuno spiega perché il boss aveva la tessera di Fratelli d’Italia

Lega, Fi e Fdi contestano la mancata costituzione di parte civile, ma per due anni e mezzo hanno ignorato l’inchiesta Hydra, mentre la giunta ha messo in campo iniziative pubbliche e incontri nelle scuole

di Ersilio Mattioni

BUSTO GAROLFO (MILANO) – C’è qualcosa che non torna nella furia con cui oggi il centrodestra di Busto Garolfo accusa la giunta Rigiroli sulla mancata costituzione di parte civile nel processo Hydra. Non torna il tono, non torna il tempismo e, soprattutto, non torna la pretesa di salire in cattedra sull’antimafia dopo anni di silenzio. Perché la lotta alle mafie non può diventare una bandiera da sventolare soltanto quando serve ad alimentare lo scontro politico.

Parte civile e polemica politica

La costituzione di parte civile in un processo di questo tipo non si decide con un comunicato stampa né con una mozione costruita per fare rumore politico. Serve una base processuale, serve che il Comune sia individuato come parte offesa o che vi siano elementi concreti per sostenere un danno diretto. Busto Garolfo, come ha ricordato la maggioranza, non ha ricevuto notifiche in questo senso né inviti dalla Procura. Ed è dentro questo quadro che andrebbe valutata la scelta dell’amministrazione comunale.

La posizione della giunta Rigirola

Il punto politico, però, è un altro. Perché Busto Garolfo, con l’ex sindaca e oggi assessora alla Legalità Susanna Biondi, con il sindaco Giovanni Rigirola, la giunta e la maggioranza, è stato tra i Comuni più attenti al tema mafia. Quando Hydra esplose, nell’ottobre 2023, l’amministrazione comunale non rimase a guardare: prese posizione, promosse iniziative pubbliche e portò il tema nelle scuole, provando a trasformare l’allarme giudiziario in occasione di consapevolezza civile.

Hydra, le domande al centrodestra

E il centrodestra dov’era allora? Dov’era quando dalle carte dell’inchiesta emergeva che Gioacchino Amico, indicato come boss della camorra, aveva preso la tessera di Fratelli d’Italia e al telefono diceva: “Adesso con la tessera Fdi faccio il sindaco a Busto Garolfo”? Dov’era quando a Busto Garolfo, in piazza Lombardia, comparivano due società riconducibili a prestanome del consorzio mafioso? Dov’erano, in quel momento, le mozioni, le barricate e le indignazioni?

Antimafia o propaganda?

La verità politica è semplice: il centrodestra si è svegliato con due anni e mezzo di ritardo. Ha scoperto Hydra quando Hydra è diventata utile per una polemica contro la giunta Rigiroli. Prima il silenzio, oggi le lezioni di antimafia. Troppo comodo. Perché l’antimafia non può essere tirata fuori a intermittenza, solo quando serve a colpire l’avversario. O è una scelta coerente, quotidiana e faticosa, oppure diventa soltanto propaganda.