A Santo Stefano Ticino 650 persone resteranno senza medici in paese, l’opposizione: “L’amministrazione non ci ascolta”

di Redazione

SANTO STEFANO TICINO (MILANO) – Da lunedì 1 marzo 650 residenti di Santo Stefano Ticino resteranno senza medico di base in paese. Questo perché la dottoressa Serbelloni, sostituta del dottor Leone, andato in pensione l’estate scorsa, dovrà seguire un corso per diventare ‘definitiva’ e non potrà, nel frattempo, curare tutti i 1.300 pazienti che ha avuto in carico in questi sette mesi. L’Ats, infatti, obbliga a seguire un corso di 3 anni per diventare medico di base definitivo; nel frattempo la dottoressa Serbelloni, potrà seguire soltanto 650 pazienti. Gli altri dovranno trovare un medico di base fuori paese.

Caos medici, se ne parla in Consiglio

Il caso è stato portato nel consiglio comunale andato in scena ieri, venerdì 26 febbraio. “Abbiamo presentato un atto di indirizzo in merito alla presenza dei medici di base sul territorio comunale”, spiegano dal gruppo di opposizione ‘Uniti per Santo Stefano Ticino’. “Un disagio che investe centinaia di stefanesi. Moltissimi dei quali in età avanzata che hanno scelto il dottor Leone – e non i medici nei Comuni limitrofi – per vicinanza, per assiduità di frequenza, magari per mancanza di mezzi propri o per superata età da patente. Un controsenso, in un momento storico che vede il paese vicino alla zona rossa. Anche se l’Ats ha comunicato la disponibilità di 11 medici nei paesi limitrofi, questo punto importante resta: il benessere dei cittadini. Tanto più che anche due medici di base di Corbetta stanno scegliendo altre strade rispetto alla cura; numerosi corbettesi in questo periodo stanno cambiando medico”.

Le richieste

Con la risoluzione, la minoranza chiedeva all’assessore ai Servizi Sociali di prendere contatti don i medici indicati da Ats nel territorio per chiedere loro di prevedere qualche giornata ambulatoriale a Santo Stefano. E anche di individuare uno spazio comunale idoneo per questo periodo. “Ci è stato risposto che la risoluzione non poteva essere accolta perché non rispetta il regolamento, perché travalica i confini del Comune. Alla nostra minaccia di lasciare la seduta del Consiglio se non avessero letto e messo comunque ai voti la risoluzione, il Sindaco Dario Tunesi non ha battuto ciglio”. E cosí la minoranza ha abbandonato la seduta.

“Scriviamo al Prefetto”

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“Come al solito, Uniti per Santo Stefano Ticino propone spunti di riflessione e sprone a un’Amministrazione che fa di tutto per ostacolare anche il più piccolo dialogo”, concludono dal gruppo. “E’ per questo atteggiamento che l’Amministrazione ci riserva che si ricorrerà al Prefetto per ripristinare il dialogo politico”.

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