Castano Primo, centro culturale islamico: scontro totale in Consiglio. Opposizioni e sindaco si accusano a vicenda

Dopo settimane di polemiche, l’inaugurazione del centro culturale islamico approda in consiglio comunale, diventando il fulcro di un acceso scontro politico. Le minoranze attaccano il sindaco, denunciando ambiguità e promesse elettorali disattese

di Maurizio Fagnano

CASTANO PRIMO (MILANO)– Scontro in consiglio comunale, giovedì 24 luglio, sul tema caldo delle ultime settimane: il nuovo centro culturale islamico ‘Faizane Madina’. Una mozione e un’interpellanza delle opposizioni ATTIVAmente e Insieme progettando Castano hanno messo sotto accusa l’operato del sindaco Roberto Colombo. Le accuse: incoerenza e scorrettezza istituzionale. La risposta del primo cittadino non si è fatta attendere: “Sono state rilevate irregolarità, le indagini sono in corso”.

Accuse di ambiguità

La prima offensiva dell’opposizione è stata la presentazione di una mozione firmata dai capigruppo Federico Cerruto e Giuseppe Pignatiello, in cui si critica aspramente la gestione dell’inaugurazione del centro da parte del sindaco. Secondo il resoconto delle opposizioni, il Sindaco si sarebbe recato all’evento in qualità di “controllore”, allontanandosi prima del taglio del nastro, salvo poi diffondere – anche via social – ripetute minacce di chiusura del centro. I firmatari denunciano poi l’atteggiamento ambiguo del Sindaco, accusandolo di voler fermare “processi di integrazione e comunità che stanno già avvenendo”, citando attività già in corso come corsi per bambini e adulti.

Le opposizioni: “Promesse non mantenute”

Il cuore dell’attacco è politico: “Ci rendiamo conto che la campagna elettorale che l’ha vista vincitore è stata completamente incentrata su una promessa che abbiamo più volte evidenziato non potesse mantenere: quel ‘no moschea’ come quel ‘no centro culturale islamico’”. Il sindaco, secondo le opposizioni, è ora in difficoltà, come “un re nudo di fronte ai cittadini”, costretto a fare i conti con promesse che non rientravano nelle sue competenze. Infine, si contesta anche l’esclusione delle altre forze politiche dall’invito all’inaugurazione, definita un’ulteriore forzatura istituzionale.

“Una ferita istituzionale per la città”

Se la mozione ha toni fortemente politici, l’interpellanza affonda sul piano istituzionale.
Le domande poste al Sindaco sono puntuali: Perché non ha partecipato ufficialmente con la fascia tricolore? Perché non ha condiviso la decisione con la maggioranza? Perché non ha avvisato le minoranze dell’invito ricevuto? I gruppi denunciano che questo comportamento rappresenta “una grave ferita istituzionale che la nostra città non meritava”, richiamando la storia di Castano Primo come luogo di accoglienza e difesa dei valori democratici.

Le preghiere e l’accesso alle donne

Anticipando eventuali repliche, i firmatari chiariscono che la presenza di persone in preghiera non trasforma un centro culturale in una moschea, così come accade in molte realtà cattoliche. Riguardo alla giustificazione di “impegni pregressi”, si ricorda che il cerimoniale prevede la possibilità di delega, e che alcuni assessori erano presenti fino alla fine della cerimonia. Quanto al presunto “trattamento poco consono” riservato alle donne, si precisa che le consigliere presenti non hanno avuto alcun problema, e che l’assessore Licia Colombo ha partecipato fino ai discorsi conclusivi.

Il sindaco: “Poco preavviso”

Chiamato direttamente in causa, il sindaco Colombo ha risposto in modo fermo e articolato. Ha spiegato di aver ricevuto l’invito solo il 26 giugno per un evento previsto il 30, un preavviso troppo breve considerando che aveva già quattro impegni istituzionali nella stessa giornata.

“Dubbi sull’associazione”

Ma la parte più rilevante della sua replica riguarda quanto accaduto dopo l’invito: è stata avviata un’istruttoria interna, che avrebbe fatto emergere diverse criticità. Tra queste, il fatto che l’immobile non risulterebbe intestato all’associazione organizzatrice e la presenza di un’insegna irregolare, già fatta rimuovere. Il sindaco ha inoltre contestato che l’associazione “rappresenti molti cittadini castanesi”, sostenendo che alla data dell’inaugurazione non risultassero iscritti oltre i soci fondatori.

Sicurezza e ordine pubblico: indagini in corso

Colombo ha anche spiegato la sua presenza fisica all’evento, precisando che non vi si è recato come ospite, ma in quanto autorità locale di pubblica sicurezza, dopo aver appreso di potenziali tensioni e della presenza di una funzione religiosa in corso. “Sono intervenuto contestando verbalmente quanto riscontrato e chiedendo l’immediata cessazione delle attività, ma senza ottenere risultato” – ha dichiarato. Successivamente, il comando di polizia locale ha effettuato rilievi sul posto e, secondo quanto riferito dal Sindaco, le indagini e l’istruttoria sono tuttora in corso, motivo per cui non possono essere forniti ulteriori dettagli.

Ingresso impedito ad alcune donne?

Sul tema della presenza femminile, il sindaco ha affermato che l’assessore Colombo ha potuto accedere solo in quanto “pubblico ufficiale”, mentre ad altre donne sarebbe stato impedito l’ingresso. Infine, ha risposto all’accusa di non aver informato le opposizioni: “In presenza di irregolarità già emerse, non era possibile garantire la presenza istituzionale del Comune a un evento potenzialmente illegittimo”.