Corbetta, il Comune sfida la multinazionale del petrolio: il caso in tribunale

Multinazionale del petrolio si rifiuta di rispettare le nuove norme sui cartelloni pubblicitari: il Comune li fa rimuovere dai vigili, ma parte la battaglia legale. Il sindaco Ballarini: “E’ una questione di principio”

di Attilio Mattioni

CORBETTA (MILANO) – E’ un po’ come storia di Davide contro Golia, quella che vede il Comune di Corbetta impegnato davanti al Consiglio di Stato per una causa intentata da una multinazionale del petrolio. Tutto comincia lo scorso anno, quando il consiglio comunale approva il nuovo regolamento che disciplina i cosiddetti ‘impianti pubblicitari’ (i più utilizzati sono i maxi cartelloni posti ai lati delle strade) sul territorio comunale.

La multinazionale del petrolio

Tra le nuove norme ce n’è una che mette un limite all’altezza di tali strutture. In un primo momento non ci sono proteste ma i problemi cominciano quando scade l’autorizzazione di un ‘totem’ esposto nell’area di un distributore di benzina lungo la ex Statale 11. La multinazionale proprietaria del distributore chiede al Comune il rinnovo dell’autorizzazione ma gli uffici non la concedono, proprio perché non più permessa dal nuovo regolamento.

I vigili multano il colosso

Passano i giorni e il totem non viene rimosso: a quel punto gli agenti della Polizia locale compiono un sopralluogo e multano il distributore. Nel verbale si precisa che il totem deve essere rimosso. La multinazionale però ricorre al Prefetto contro la multa. A oggi, la Prefettura non ha ancora esaminato il ricorso ma nel frattempo la multinazionale ha chiesto al Tribunale amministrativo regionale della Lombardia la sospensiva del provvedimento di rimozione. Il Tar ha però dato ragione al Comune: chiedere di rimuovere il Totem è legittimo.

Il caso in tribunale

Il colosso non si dà però per vinto e presenta un nuovo ricorso al Consiglio di Stato, chiedendo l’annullamento del regolamento comunale sulla pubblicità. La Giunta, che fino a quel momento si era sempre avvalsa dell’avvocatura comunale, si è trovata costretta a incaricare un avvocato in grado di patrocinare in consiglio di Stato, nonostante i costi aggiuntivi. “Orami è diventata una questione di principio – spiega il sindaco Marco Ballarini – e noi riteniamo di essere nel giusto: se il consiglio comunale ha deciso di disciplinare in un certo modo gli impianti pubblicitari, questa decisione deve essere rispettata. Sono convinto che anche il Consiglio di Stato ci darà ragione”.