Il sindaco di Cerro Maggiore, nel Milanese, dà un senso al decreto del Governo (in alcuni punti assai generico) e stabilisce che la spesa si fa a giorni alterni in base all’ultimo numero della propria carta d’identità

23 MARZO 2020

di Redazione

CERRO MAGGIORE (LEGNANO) – Il giorno dispari del mese può andare a fare la spesa chi ha un carta d’identità che finisce con un numero dispari; il giorno pari che possiede il documento di riconoscimento che termina con un numero pari. E’ questa l’ingegnosa – e intelligente – idea del sindaco di Cerro Maggiore, Giuseppina Berra, per evitare gli assembramenti e le code nei negozi, riducendo così il rischio di contagio da Coronavirus.

L’ordinanza di Cerro Maggiore

L’ordinanza del sindaco, firmata oggi, è già in essere (clicca qui per leggerla). Un provvedimento decisamente utile, al contrario di altri tentativi simili, che non hanno sortito nessun effetto proprio perché privi di efficacia.

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Lo strano caso di Castano Primo

Qualche giorno il sindaco di Castano Primo, Giuseppe Pignatiello, era apparso in video per esprimere la sua indignazione nei confronti di quei cittadini che escono per andare al supermarket ma che poi spendono solo 3-4 euro. Da ciò l’idea del sindaco: dividere la città in zone e attribuire ai residenti un giorno specifico per fare la spese in base al quartiere in cui risiedono. Risultato: nessuno. Pignatiello infatti non ha avuto il coraggio di formare un’ordinanza e si è limitato a elargire un consiglio. Inascoltato.

(GUARDA IL VIDEO DELL’ASSALTO A ESSELUNGA)

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