L’episodio si è verificato a Magenta, nel Milanese. L’esperto: “Ascoltare il disagio dei giovani”.

5 OTTOBRE 2019

di Francesca Ceriani

MAGENTA (MILANO) – Si è buttata dal terzo piano per farla finita, ma fortunatamente è salva. Una storia di depressione e solitudine quella che arriva da Magenta, in provincia di Milano: martedì 1 ottobre una ragazza di soli 15 anni ha tentato di togliersi la vita lanciandosi dal balcone di casa sua, al terzo piano di una palazzina in un quartiere residenziale della zona sud della città.

I soccorsi

La giovane, cadendo su un tappeto erboso, si è salvata. Sul luogo sono immediatamente intervenuti i soccorsi, un’ambulanza e un elisoccorso, che l’hanno trasportata in codice rosso all’ospedale Niguarda di Milano. La 15enne, che sta vivendo un periodo particolarmente difficile, non è in pericolo di vita. I Carabinieri, non riscontrando ipotesi delittuose,
non hanno dovuto indagare per ricostruire una dinamica dei fatti fin troppo chiara.

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I dati dell’Osservatorio nazionale adolescenza

Quello dei suicidi tra i giovanissimi, in Italia come nel resto del mondo, è un
fenomeno sempre più preoccupante: secondo l’ultimo dossier dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza (una Onlus senza scopo di lucro che opera nelle scuole secondarie di I e II grado di tutto il Paese e collabora con il Ministero dell’Istruzione) i tentativi di suicidio da parte degli adolescenti dal 2015 al 2017 sono quasi raddoppiati: si è passati dal 3,3% al 5,9%, ovvero 6 ragazzi su 100 di età tra i 14 e i 19 anni hanno provato a togliersi la vita. Un dramma che riguarda soprattutto le ragazze (71%).

La depressione tra i giovanissimi

Altro dato allarmante è la depressione, che colpisce sempre più gli adolescenti in quella loro fase delicata della vita. Circa la metà dei ragazzi intervistati dall’Osservatorio (10.300 in totale) si percepisce depresso: una sensazione di tristezza e malumore che colpisce il 53% dei ragazzi e delle ragazze (percentuale che è aumentata del 20% in due anni). Inoltre quasi il 36% ha dichiarato di avere frequenti crisi di pianto.

Il suicidio tra giovani in Italia

Il suicidio in Italia è la seconda causa di morte tra i 15 e i 25 anni, dopo gli incidenti stradali. Negli Stati Uniti d’America, invece, è la prima causa di morte per chi ha tra i 10 e i 14 anni. Dati allarmanti, che dovrebbero farci riflettere sulla società in cui viviamo e che costruiamo ogni giorno con le nostre azioni.

L’esperto: “Ascoltare il disagio”

Giuseppe Rescaldina, psicologo da 38 anni, spiega quali possono essere i motivi che spingono un adolescente a tentare il suicidio: “Le motivazioni possono essere tante: un adolescente oggi non vede prospettive per il futuro. Nell’adolescenza si tende a essere estremi – sottolinea lo psicologo magentino – e passare dal pensiero del suicidio al mettere in atto un gesto tanto estremo significa che ci si sente soli e senza speranze. Soli in una realtà sempre più virtuale, con le prospettive bruciate dalla società moderna. I casi di depressione e i tentativi di suicidio tra gli adolescenti ci sono sempre stati, ma sono in aumento. Si sta passando da una rarità a una realtà”.

Come aiutare chi è in difficoltà

Come fare a riconoscere un adolescente depresso? “Spesso si fa fatica a individuare i segnali – continua Rescaldina – I campanelli d’allarme sono uno stato depressivo perenne, un ragazzo che piange spesso e non ride mai, che si chiude, che si distacca dal mondo. Davanti a queste situazioni bisogna creare una rete sociale e mostrare vicinanza, anche fisica. Infine bisogna convincere la persona a farsi aiutare da un professionista”.

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