CORONAVIRUS – Il ritratto inedito del dottor Bison, medico-eroe

La folla ai funerali del dottor Bison morto di Covid, il pianto del sindaco, il dolore: un caso ormai nazionale

19 DICEMBRE 2020

di Redazione

ARCONATE-LEGNANO (MILANO) – C’erano i suoi familiari, i suoi pazienti, i suoi amici centauri e i colleghi medici. C’erano tutti, sabato scorso, 12 dicembre, ai funerali del dottor Flavio Bison – il 251esimo medico italiano morto per Covid – celebrati nella chiesa di san Magno a Legnano.

Chi era il dottor Bison

Lo stimatissimo medico di base, originario proprio della città di Carroccio ma con studio ad Arconate, è scomparso a pochi giorni dal suo 63esimo compleanno. Il suo caso è ormai diventato nazionale: fuori dalla chiesa troupe televisive nazionali per evidenziare il suo calvario, lungo e doloroso. Dopo aver contratto il Covid assistendola madre malata in ospedale ai primi di novembre, il dottor Bison si è curato da casa, con la bombola dell’ossigeno, curando fino all’ultimo i suoi pazienti, seppur a distanza. Fino all’ultimo ha adempiuto al suo dovere di medico, stringendo i denti per curare altre persone.

Medico-eroe

Una sorta di ‘eroe moderno’, in mezzo a tanti colleghi che, di aprire le porte degli ambulatori, in piena pandemia, proprio non ne vogliono sentire. Poi le sue condizioni si sono aggravate e si è reso necessario il ricovero in ospedale, tra la metà di novembre e i primi di dicembre. I sanitari le hanno provate tutte: prima il casco per l’ossigeno, poi l’intubazione, persino la tracheotomia. Niente da fare: i suoi polmoni erano troppo danneggiati dal virus, che ha la maledetta capacità di bruciare ogni alveolo e di rendere impossibile lo scambio d’ossigeno.

Il ricordo del sindaco

A ricordarlo tra le lacrime, in chiesa, il sindaco di Arconate, Sergio Calloni, per l’occasione in fascia tricolore dopo aver proclamato un giorno di lutto cittadino: “Il lavoro che hai svolto con abnegazione è andato oltre le tue responsabilità, oltre al semplice dovere di medico. Da tuo paziente non ti ho mai sentito dire ‘non posso vederti ora’. Hai curato mio padre fino in punto di morte e davanti al suo feretro, ti sei asciugato una lacrima. Sappi che non è stato un segno di debolezza, ma di grande umanità. Nella nostra ultima telefonata mi hai detto ‘Col cavolo che entro in ospedale, se ci vado esco con le gambe dritte’. Quale fatale destino”.

Le parole del parroco

Chi conosceva il dottor Bison traccia il ritratto inedito di un uomo laico, colto, con la passione prima per i camper, poi per le motociclette, che sarebbe andato in pensione tra un paio d’anni. Un medico appassionato del suo lavoro e della vita. “Un medico – ha detto il parroco di Legnano, nell’omelia delle esequie – non come i tanti che visitano solo per telefono, ma un uomo generoso, che ha donato la vita per gli altri”