Spaccio di droga: Andrea Sambagini, ex piastrellista di 46 anni, fu fermato in auto mentre viaggiava con 12 chili di cocaina

21 DICEMBRE 2020

Di Deborah Alì

CASTANO PRIMO (MILANO) – Spaccio di droga: condannato a 14 anni di carcere l’ex piastrellista di Castano Primo, Andrea Sambagini, arrestato lo scorso 1 marzo.

Piastrellista a processo

Una vera e propria ‘mazzata’, quella del gip di Busto Arsizio, Tiziana Landoni, se si considera che per il 46enne Andrea Sambagini, processato con rito abbreviato (che prevede lo sconto di un terzo della pena), il pubblico ministero, Flavia Salvatore, aveva chiesto una condanna a 7 anni di reclusione. Nessuno si aspettava una batosta simile. Il Tribunale di Busto Arsizio ha dunque inferto un duro colpo allo spaccio di droga nel territorio. Una condanna così severa ed esemplare ha colto accusa e difesa impreparati.

Lo spaccio di droga

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La vicenda nasce lo scorso 1 marzo, quando gli agenti della Polizia di Stato di Busto Arsizio, coadiuvati dall’unità cinofila della Guardia di Finanza di Malpensa, fermano l’uomo a bordo di una Range Rover Evoque. Dopo un’attenta e approfondita perquisizione del mezzo, gli uomini del Commissariato trovano in auto oltre 12 chili di cocaina, per un valore di oltre un milione di euro, importati dal Belgio e nascosti nei punti più nascosti e impensabili del mezzo. La droga, destinata a un cittadino di Legnano di origine albanese ritenuto dagli investigatori un “professionista di alto livello nel settore del narcotraffico”, era persino nell’albero di trasmissione del suv, suddivisa in panetti e protetta da pacchi di caffè per depistare i cani antidroga. Tutto inutile.

Le indagini e la dura condanna

La famiglia Sambagini aveva attirato l’attenzione delle forze dell’ordine ormai da tempo per il suo tenore di vita troppo elevato, nonostante l’uomo fosse disoccupato da qualche anno a causa della forte crisi economica. Dalla ricostruzione fatta dagli inquirenti, Sambagini era partito con moglie e bimbo a bordo di un’auto fornita dagli spacciatori. Arrivato in Belgio, trovò la Range Evoque già carica di stupefacente ad aspettarlo per il viaggio di ritorno, fino alla perquisizione da parte dei poliziotti. “Era la prima volta che trasportavo droga – ha dichiarato l’ex piastrellista durante l’interrogatorio condotto dal gip e avvenuto in carcere – l’ho fatto perché io e la mia famiglia eravamo in serie difficoltà economiche”. Una giustificazione che evidentemente non gli è bastata a evitargli una condanna a 14 anni in cella.

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