Se condannato, lo stimato dottor Sarro potrebbe non tornare più al ‘Fornaroli’

di Ersilio Mattioni

MAGENTA (MILANO) – L’ospedale ‘Fornaroli’ di Magenta si preparerebbe a costituirsi parte civile contro il primario di Chirurgia, Giuliano Sarro. Il primario è attualmente agli arresti domiciliari con l’accusa di aver abusato della sua funzione pubblica “per sistemare i propri figli in tutti i modi”.

Sarro accusato di turbativa d’asta

In particolare, secondo la Procura di Milano, Sarro avrebbe favorito la carriera del figlio Alessandro all’interno della multinazionale ‘Applied Medical Distribution’. Il primario avrebbe pilotato verso la medesima azienda una grossa fornitura di prodotti sanitari (giudicati poi scadenti) per l’ospedale di Magenta attraverso una gara da 300.000 euro. Le accuse sono pesanti (turbativa d’asta e corruzione) e Sarro si difenderà nelle sedi opportune, facendo valere le sue ragioni e cercando di dimostrare la sua innocenza.

La sospensione

Intanto però l’ospedale Fornaroli lo ha sospeso dal servizio. “Nel merito delle notizie di cronaca, riguardanti il direttore della Chirurgia generale dell’ospedale di Magenta e di Abbiategrasso, dottor Giuliano Sarro, la direzione della Asst Ovest Milanese ha provveduto immediatamente a sospendere cautelarmente il primario”. In attesa di capire quali saranno le evoluzioni dell’inchiesta (condotta dai Pubblici ministeri Giovanni Polizzi e Maurizio Romanelli), in molti ci hanno chiesto cosa succederà allo stimato dottore.

Le ipotesi

Sostieni la Libera Informazione


Sul nostro giornale on line trovi l’informazione libera e coraggiosa, perché noi non abbiamo padroni e non riceviamo finanziamenti pubblici. Da sempre, viviamo soltanto grazie ai nostri lettori e ai nostri inserzionisti. Noi vi offriamo un’informazione libera e gratuita. Voi, se potete, dateci un piccolo aiuto.

Dipende. Prima opzione: Sarro potrebbe essere prosciolto dalle accuse senza neppure andare a processo e in questo caso tornerebbe al suo posto di lavoro il giorno stesso. Seconda opzione: la Procura potrebbe chiedere e ottenere il rinvio a giudizio. Il primario dovrebbe quindi farsi processare e l’ospedale di Magenta si costituirebbe come parte lesa. I comportamenti del dottore, infatti, potrebbero aver causato un doppio danno economico e d’immagine. Se però l’esito del dibattimento fosse un’assoluzione, anche in questo caso, Sarro tornerebbe subito al suo posto di lavoro. Se invece dovesse subentrare una condanna di primo grado, gli resterebbe la possibilità di fare ricorso in Appello e, in ultima istanza, alla Corte di Cassazione. Lo scenario più cupo, per il primario di Chirurgia, sarebbe rappresentato da una condanna definitiva. In questo caso il rischio sarebbe altissimo, perché Sarro potrebbe essere persino licenziato.

I COMMENTI