Carolina Cristinelli, 54 anni, ha trascurato il tumore pur di tornare in corsia durante la prima ondata del Covid.

28 DICEMBRE 2020

di Francesca Ceriani

MAGENTA-VITTUONE (MILANO) – Aveva 54 anni Carolina Cristinelli, infermiera dell’ospedale di Magenta tornata in prima linea durante la prima ondata della pandemia di Coronavirus.

Infermiera-eroina

Carolina, moglie del segretario di zona della Lega, Giuseppe Restelli (nato e cresciuto a Vittuone, dove ha portato avanti per anni la sua attività politica), residente a Magenta, è venuta a mancare lo scorso 15 dicembre a causa di un tumore. La donna, prima impiegata all’ospedale Niguarda di Milano poi, dal 1997 nel reparto di Rianimazione del ‘Fornaroli’ di Magenta, si era ammalata 7 anni fa. Una volta guarita, era stata trasferita in poliambulatorio, un reparto più adatto alle sue condizioni di salute. Passano gli anni, e della malattia non c’è più traccia: i controlli sono tutti regolari. Lo scorso marzo, quando è scoppiata la pandemia, la 54enne ha deciso di lottare in prima linea, chiedendo di rientrare nel suo vecchio reparto. Mancava personale e non tutti erano formati per lavorare in un posto difficile come la Rianimazione.

Il tumore trascurato

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Carolina, comprendendo immediatamente la situazione, non ha esitato quindi a bardarsi e a combattere una guerra in trincea: turni massacranti, stress, paura. Un gesto coraggioso, eroico, il suo. Presa dal lavoro, che era la sua vera e propria ragione di vita, Carolina lo scorso febbraio ha saltato un controllo oncologico. Poi ha trascurato un forte mal di schiena. Quando a giugno ha terminato la sua missione in Rianimazione, l’infermiera si è sottoposta alla visita rimandata; i medici non hanno potuto far altro che comunicarle la brutta notizia: la situazione era molto grave, il tumore era tornato e le metastasi erano ormai diffuse. In pochi mesi, Carolina è venuta a mancare.

Le parole del marito

 “Per il suo lavoro da infermiera, ha dato la vita – ha scritto il marito Giuseppe nei giorni scorsi – Per salvarne altre, assieme a chi, questi si, può essere annoverato tra i migliori esempi che la nostra società può manifestare. Sottopagati, in silenzio, tra mille rischi. Grazie Carolina, grazie per essere stata un’infermiera esemplare per tanti pazienti. Grazie per essere stata sempre premurosa e amorevole con amici, colleghi e familiari. Grazie per essere stata mia moglie”.

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