Legnano, ambiente: la scuola Rita Levi Montalcini ottiene il riconoscimento “Green School”

L’istituto comprensivo Carducci entra nella rete delle “Green School” grazie a un percorso annuale dedicato a sostenibilità, rifiuti, biodiversità e cittadinanza attiva. Premiata la scuola media Rita Levi Montalcini

di Raffaele Specchia

LEGNANO (MILANO) – La scuola secondaria di primo grado Rita Levi Montalcini di Legnano, appartenente all’istituto comprensivo Carducci, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento “Green School” per l’anno scolastico 2025/2026. Il Comitato tecnico del progetto ha premiato un percorso virtuoso durato un anno, che ha coinvolto studenti, docenti e personale scolastico in attività dedicate all’ambiente, alla didattica e al territorio.

L’importanza di una Green School

Una “Green School” non è semplicemente una scuola che rispetta l’ambiente, ma un’istituzione che integra la sostenibilità nel proprio Piano triennale dell’offerta formativa, il Ptof. È un modello educativo in cui studenti, personale docente e non docente collaborano attivamente per ridurre l’impronta carbonica dell’istituto e diffondere buone pratiche di cittadinanza globale dentro e fuori dalle mura scolastiche.

Legnano, la scuola media Rita Levi Montalcini diventa "Green School"

Il successo del progetto è il frutto di una pianificazione strutturata, che ha visto ragazzi e personale lavorare fianco a fianco, partendo da un’indagine preliminare approfondita, con sopralluoghi, questionari e persino l’analisi dell’indifferenziato, per misurare l’effettivo impatto dei consumi. Il cuore pulsante di questo cambiamento sono stati gli studenti, veri protagonisti di iniziative concrete ed efficaci.

L’iniziativa Green Snack

Nell’ambito della gestione dei rifiuti e dell’economia circolare, i ragazzi hanno standardizzato la raccolta differenziata in tutte le classi e introdotto il compostaggio, direttamente collegato all’orto scolastico. A questo si è affiancata l’iniziativa Green Snack, che attraverso dinamiche di gamification e gioco ha stimolato comportamenti virtuosi, riducendo i rifiuti alla fonte durante il momento della ricreazione.

Gli alunni si sono inoltre trasformati in piccoli scienziati della biodiversità, effettuando il censimento delle specie tramite strumenti di citizen science e realizzando concretamente un giardino degli impollinatori e un frutteto didattico. Un lavoro che ha permesso di unire conoscenza scientifica, cura degli spazi scolastici e attenzione concreta all’ambiente.

Un progetto integrato con l’Agenda 2030

Essere studenti di una “Green School” significa vivere la scuola come un laboratorio di vita. Il progetto non è rimasto un’attività extracurricolare, ma è stato integrato nel piano di studi attraverso unità didattiche interdisciplinari collegate ai temi dell’Agenda 2030.

Attraverso metodologie pedagogiche moderne come il service learning, l’apprendimento collaborativo e i compiti di realtà, la scuola ha saputo stimolare il pensiero critico e favorire l’inclusione di tutti i partecipanti. Tutti gli studenti hanno collaborato attivamente, imparando il valore del fare rete con enti e associazioni del territorio come PlasticFree e Wwf Insubria, comunicando poi le proprie scoperte alla comunità attraverso podcast, articoli e un sito web dedicato.

La sfida lanciata dal Comitato

Questo riconoscimento non è un punto di arrivo, ma un solido punto di partenza. Forte dei complimenti ricevuti dal Coordinamento provinciale, che ha definito il progetto un esempio molto positivo già al primo anno di adesione, la scuola guarda ora al futuro.

L’obiettivo per i prossimi anni sarà quello di raccogliere la sfida lanciata dal Comitato, ampliando ulteriormente l’impatto del progetto attraverso la diversificazione dei pilastri ecologici affrontati, come acqua ed energia. La scuola punta così a estendere le buone pratiche a nuovi ambiti e a stringere legami ancora più forti con le iniziative di sostenibilità già avviate nella comunità locale, confermandosi come un faro di innovazione e responsabilità per le nuove generazioni.

Le parole del referente scolastico

“Abbiamo visto i ragazzi sempre più entusiasti nel portare avanti questo progetto – spiega il professor Claudio Pio Clemente, referente scolastico del progetto “Green School” – per questo abbiamo deciso di introdurre altri pilastri da aggiungere a quelli sui quali abbiamo lavorato quest’anno. Quindi, dal prossimo anno scolastico, lavoreremo anche sulla mobilità sostenibile e sulla risorsa acqua, temi molto importanti e attuali”.