Fabrizio Corona si racconta tra ironia, accuse, riflessioni sul potere e il ruolo del gossip. Nel finale coinvolge direttamente del pubblico. Luci e ombre sul re del gossip
LEGNANO (MILANO) – “Il potere di Stato sarà distrutto dal Gorgonzola. Non è una battuta, ma pura verità.” Così Fabrizio Corona si presenta al Teatro Gallera di Legnano, con uno sgabello, una lista di appunti e la sua dialettica narrativa, tagliente e divertente. Tra il pubblico, molti giovani appassionati di gossip e desiderosi di capire come affrontare e distruggere il sistema.
L’inizio tra provocazioni e televisione
“Così iniziai la rivoluzione da letto” (citando i fratelli Gallagher). Fabrizio Corona racconta la sua battaglia partita dal letto, mentre mangiava il suo piatto preferito: un piatto ai quattro formaggi con doppio gorgonzola. In una fredda domenica d’inverno, un improvviso sbalzo d’umore lo inacidisce mentre guarda Fabio Fazio su LA 9, che non lo aiuta nella digestione. Mischiare il gorgonzola con i quintali di melassa che ricoprono gli ospiti crea un sapore agrodolce disgustoso. Inizia così il tiro al bersaglio di Corona, che critica il conduttore per le mancate domande a Chiara Ferragni dopo il “Pandoro Gate”. Nella domenica successiva, lo stesso conduttore ospita Alfonso Signorini, con il quale Corona ha collaborato per anni: “Una persona intelligentissima, serbatoio di segreti inconfessabili, per certi versi l’uomo più potente d’Italia”.

L’equazione del potere e la metafora degli scacchi
Corona ha avuto rapporti con imprenditori e politici che tengono le fila di questo sistema. Citando Albert Einstein, elabora la formula “Signorini: intellettuale elevato al numero dei segreti conosciuti”, dimostrando il disinteresse di Fazio per l’informazione. Il tema della serata è l’amore di Alfonso, raccontata nel libro “Amami quanto io t’amo”. Fabrizio Corona si trasforma in un giocatore che vuole sfidare il potere, interpretando il suo ruolo con piacere. Una sorta di mutazione kafkiana avvolge il mistero “Corona”: da distruttore del potere, entra in gioco con gli scacchi. Il pubblico ride e si appassiona ai racconti da serie tv. Nel sistema malato dominato dal potere mediatico, lui diventa il protagonista, desiderando essere l’antivirus per salvare l’umanità, arricchendosi, sfidando le querele e il boicottaggio della rete, con i canali social oscurati.
Il gossip come specchio del potere
Corona si autocelebra: “Io non ho buio dentro di me, io sono nel buio”. Negli anni ha gestito i segreti e i rapporti tra la vita privata dei potenti e i media. “Io non ero il ‘re dei paparazzi’ (come mi etichettavano), ma il ‘capo dei banditi’. Il potere mi consente di fare qualcosa che le persone normali non possono fare; il potere esaudisce i desideri. Il gossip è tutto questo: uno specchio immenso dei desideri inconfessabili delle persone comuni. Scopriamo, attraverso questo specchio, che i potenti non sono diversi da noi, ma molto più grandi. Il potere si basa su un sistema di persone che occupano posizioni e si scambiano favori, finendo per rimanere schiacciate”. In questo racconto, Fabrizio Corona costruisce la propria narrazione tra mito personale e critica del sistema.

La sfida al sistema tra accuse e racconto personale
Lo show prosegue in modo tortuoso, ma Corona riesce a mantenere viva l’attenzione, raccontando gli attacchi a Mediaset, il silenzio sul caso Signorini (favori sessuali, a suo dire, per accedere al Grande Fratello), le inchieste subite, i processi, il suo programma “Falsissimo”, il carcere e la sua malattia. Si rivolge al pubblico dicendo: “Siete fortunati a stare qui”, perché la vendita dei biglietti si è bloccata dopo la prima settimana. “Siete qui, perché ho fatto causa”. Non mancano riflessioni sui rapporti tra una certa parte politica e Mediaset. Assume i panni di Batman, vestito di nero con l’occhio di Sauron. C’è qualcosa che tormenta lo showman: alla fine si mette a nudo con il pubblico, rivelando il suo scopo di vendicare suo padre, un grande giornalista morto a soli 59 anni, che non si era piegato al sistema. Ancora una volta, al centro della scena resta Fabrizio Corona.
Il finale tra domande e passato giudiziario
Al termine dello spettacolo, Corona chiede al pubblico di fargli delle domande. Qualcuno chiede del caso Bastoni, un altro se Stasi sia effettivamente colpevole del delitto di Garlasco. Lui ha sempre una verità da dire, ma non esiste mai nelle sue risposte. È un guru del gossip, un fenomeno mediatico. E per un attimo riesce quasi a far dimenticare il suo passato, denso di ombre e anche di condanne, che riguardano principalmente reati di estorsione, frode ed evasione fiscale. In particolare, Corona ha ricevuto 1 anno e 5 mesi per tentata estorsione (filone Milano), 5 anni per estorsione nel caso Trezeguet, pene per la spendita di denaro falso (1 anno e 6 mesi più una parte convertita in multa), 1 anno, 2 mesi e 5 giorni per corruzione, 3 anni e 10 mesi per bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale, e 1 anno per evasione fiscale relativa al 2004. Al di là del personaggio che riempie i teatri e spopola sui social, non bisogna scordare che Fabrizio Corona è anche questo.





