Magenta, bomba molotov contro l’auto dell’avvocato: gelosia, violenza e minacce

E’ arrivato a tirare una bomba molotov contro l’auto di un avvocato, convinto che avesse una relazione con la sua compagna. Una storia assurda, che coinvolge tre cittadini di Magenta: una donna picchiata e minacciata, uno stalker condannato e un legale, ignaro di tutto

di Redazione

MAGENTA (MILANO) – Maltrattamenti in famiglia, atti persecutori e minacce di morte contro la sua compagna. Non solo, una bomba molotov contro l’auto di un avvocato magentino, accusato senza motivo di avere una relazione sentimentale con la donna. Per tutto questo un uomo di 43 anni, di Magenta, è stato condannato in appello a 3 anni e 9 mesi di carcere.

Botte e minacce

Il Tribunale di Milano lo ha ritenuto responsabile di aver maltrattato la compagna convivente, picchiandola più volte con calci e pugni e minacciandola di morte con la pistola, e di aver minacciato un noto avvocato 53enne di Magenta, perché convinto che avesse una relazione con la sua compagna.

La difesa

Una sentenza tutto sommato mite, a fronte della quale – però – il magentino si trova ancora dietro le sbarre dall’agosto del 2022. Il Tribunale ha infatti rigettato la richiesta degli arresti domiciliari avanzata dalla difesa. Un trattamento “ingiusto” e “troppo duro”, secondo alcuni amici e testimoni dell’imputato, che non lo ritengono responsabile delle condotte contestate dai magistrati.

La storia

La vicenda nasce a settembre 2021 quando la donna, una 58enne di Magenta difesa dall’avvocato Giovanni Marradi, inizia la relazione con l’uomo, conosciuto sui social. Inizialmente va tutto bene, poi la magentina inizia a notare un comportamento “possessivo” e una “gelosia ossessiva” da parte del nuovo compagno: atteggiamenti che, secondo la vittima, sfociano in vera e propria “violenza”.

La denuncia

Stando al suo racconto, contenuto in una formale querela sporta davanti ai Carabinieri, il 43enne l’avrebbe pedinata, controllata, percossa e picchiata ripetutamente con calci e pugni su tutto il corpo, e l’avrebbe persino minacciata di morte mentre le puntava una pistola alla tempia: un vero e proprio “disegno persecutorio” concretizzato in molteplici episodi, durato da settembre 2021 fino a luglio 2022.

La gelosia e l’avvocato

Nella vicenda entra anche, suo malgrado, un noto avvocato di 53 anni di Magenta, difeso dal collega Roberto Grittini, accusato dall’imputato geloso di aver intrecciato una relazione amorosa con la sua compagna. Siamo all’11 giugno 2022 quando l’uomo si presenta sotto casa del legale e, stando alla ricostruzione dei magistrati, minaccia l’avvocato intimandogli di scendere sotto casa, per poi prendere a martellate con una mazzetta da carpentiere l’esterno dell’abitazione e la sua automobile.

La bomba molotov

Un mese dopo, il 10 luglio, l’imputato avrebbe persino lanciato una molotov incendiaria contro l’auto dell’avvocato, bruciata in tutta la parte anteriore. Secondo i magistrati, anche in questo caso le azioni dell’uomo vanno inquadrate nell’ambito di un “disegno criminoso” volto a “cagionare un grave e perdurante stato di ansia e di paura tramite minacce e molestie”.

Le condanne

Condannato dal Tribunale di Milano a 4 anni e 6 mesi in primo grado a maggio 2023, ora la pena è scesa a 3 anni e 9 mesi in Appello. Una colpevolezza condivisa non da tutti, anche in considerazione del fatto che un testimone amico dell’imputato ha negato in aula – durante il processo di primo grado – qualsiasi tipo di atteggiamento violento da parte del 43enne magentino: “Ha sempre trattato la sua compagna come una principessa – ha detto davanti al giudice – gli screzi sono dovuti a lei, che lo provocava molto per la sua gelosia e lo istigava”.

La vittima

Tesi a cui non hanno poi creduto i magistrati. “La mia assistita è stata ritenuta credibile dai giudici – commenta l’avvocato della donna, Giovanni Marradi – la Procura ha fatto un ottimo lavoro, attivandosi celermente. La risposta dello Stato è stata convincente, anche se queste vicende lasciano strascichi personali pesanti”. Parole a cui si accoda l’avvocato Roberto Grittini: “Condivisibile l’assunto del collega Marradi”.