A Magenta, nel Milanese, nell’ultimo Consiglio è andata in scena una strenua difesa del leghista Tisi, ‘sensibile’ alle proteste trumpiane. Scomodati Seneca e i buddisti. Gelli: “Linciaggio contro un amico”.

7 FEBBRAIO 2021

di Francesco Bagini

MAGENTA (MILANO) – Il consiglio comunale di venerdì 29 gennaio 2021 ha segnato una pagina ‘epica’, per certi versi avventurosa, della politica di Magenta, nel Milanese. La seduta si scalda, come prevedibile, al decimo punto. La maggioranza è chiamata infatti a difendere l’assessore Simone Tisi dalla mozione del Partito democratico. Oggetto del contendere è il post pubblicato su Facebook dal politico leghista in memoria della manifestante trumpiana Ashli Babbitt, uccisa il 6 gennaio dalla polizia durante la rappresaglia di Washington. L’operazione si rivela però un’arrampicata sugli specchi ‘himalayana’.

Dalla Costituzione a Seneca

Capocordata della spedizione difensiva è lo stesso Tisi, che si appella alla libertà d’espressione garantita dalla Costituzione italiana, aggiungendo: “Era solo un messaggio di cordoglio“. Arrivano poi i tentativi più arditi. Il sindaco Chiara Calati prende la parola e un po’ di rincorsa: “La violenza va sempre denunciata“. Poi però si aggrappa al poeta classico Seneca: “Spesso nel giudicare una cosa ci lasciamo trascinare più dall’opinione che non dalla sostanza della cosa stessa“. La via è aperta.

Budda e la redenzione della patriota

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A quel punto si inserisce Pia Rosa Maso, leghista di formazione orientalista: “Per i buddisti il vero fallimento della vita è non agire in coerenza con i propri valori. Chiedo ai consiglieri del Pd, campioni della libertà di parola, se non stiano ora fallendo“. È il turno del consigliere di Fratelli d’Italia, Stefania Bonfiglio, che pare rinunciare all’impresa: “Io quel post non l’avrei fatto“. Poi però sale in cattedra con una lezione sull’ardore degli americani, abituati a difendere la democrazia anche con la forza. La neo consigliere di Fratelli d’Italia stupisce tutti affidando la redenzione della patriota americana allo scrittore Elias Canetti anziché al quotatissimo Giampaolo Pansa. Nel finale l’originalità di Bonfiglio ‘cede il passo’: “Il Pd è più antidemocratico perché siede al Governo senza aver vinto le elezioni“. Le unghie iniziano a stridere oltremisura.

L’amico Tisi

La maggioranza continua a scivolare tornando al punto di partenza. Così entra in azione il vicesindaco Simone Gelli, il quale capisce che è meglio buttarla sul sentimentale: “Tisi è vittima di un linciaggio mediatico: solidarietà a un collega e amico“. L’assessore tace. Forse anziché autocensurare il suo post, “per evitare ulteriori polemiche“, sarebbe bastato unire il cordoglio alla ferma condanna dei ribelli ‘trumpiani’.

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