Magenta-Parabiago, omicidio Ravasio: i sopralluoghi prima del delitto inchiodano Adilma e i suoi complici?

La gup di Busto Arsizio nega il rito abbreviato ad Adilma Pereira Carneiro e Marcello Trifone. Se saranno condannati, non avranno uno sconto di pena. La tesi della premeditazione sembra avvalorata da telefonate e sopralluoghi

di Ersilio Mattioni

MAGENTA-PARABIAGO (MILANO) – Omicidio Ravasio, i giudici negano il rito abbreviato ad Adilma Pereira Carneiro e a Marcello Trifone, accusati a vario titolo di aver pianificato ed eseguito l’omicidio di Fabio Ravasio (in foto), il compagno di Adilma travolto e ucciso nel tardo pomeriggio dello scorso 9 agosto, in sella alla sua bici tra Parabiago e Casorezzo. Dalle carte giudiziarie si apprende inoltre che la banda dei killer avrebbe eseguito alcuni sopralluoghi prima del delitto.

I sopralluoghi prima del delitto

Secondo il gup di Busto Arsizio Veronica Giacoia, che ha rigettato il rito abbreviato, vi fu premeditazione nell’omicidio. A riprova di ciò ci sarebbero le intercettazioni telefoniche tra i 7 imputati e un elemento che potrebbe inchiodare tutti al processo: i sopralluoghi effettuati dai presunti complici di Adilma, su ordine della stessa brasiliana, lungo il tragitto che Ravasio era solito percorrere in bici e che avrebbe percorso anche il 9 agosto 2024. Sarebbero due o tre questi sopralluoghi, eseguiti soprattutto per studiare la presenza di eventuali telecamere.

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La strada tra Parabiago e Casorezzo, dove fu ammazzato Fabio Ravasio (nel riquadro)

Negato il rito abbreviato

Il gup di Busto Arsizio ha dunque rigettato la duplice richiesta, avanzata dalle 49enne brasiliana e dal suo ex marito, il magentino Marcello Trifone, pure lui 49enne. Proprio Trifone, secondo la Procura, sarebbe stato sul sedile del passeggero della Opel Corsa che il 9 agosto travolse e uccise Ravasio, simulando un incidente.

Nessuno sconto di pena

Se Adilma e Marcello (sul quale i giudici hanno disposto una perizia psichiatrica) avessero ottenuto il rito abbreviato, avrebbero beneficiato di un significativo sconto di pena in caso di condanna. “Abbiamo superato il primo ostacolo per ottenere giustizia per Fabio”, ha dichiarato l’avvocata Barbarba D’Ottavio, che rappresenta la famiglia Ravasio. Il processo si aprirà il 27 gennaio davanti alla Corte d’Assise del tribunale di Busto Arsizio.