Il sindaco Dario Candiani rinuncia al bis e punzecchia la sua maggioranza: “Fatico a trovare armonia”. Aperti interrogativi sul futuro della guida del Comune e sugli equilibri interni al centrodestra
MAGNAGO (MILANO) – Colpo di scena nella politica locale: il sindaco Dario Candiani (in foto) ha annunciato ufficialmente che, al termine del suo mandato, non si ricandiderà. Una decisione che arriva con largo anticipo rispetto alla scadenza elettorale del 2027, e che apre fin da ora interrogativi sul futuro della guida del Comune e sugli equilibri interni al centrodestra.
Le motivazioni della scelta
A spiegare le ragioni del suo passo indietro è stato lo stesso Candiani, che durante il consiglio comunale del 26 settembre ha parlato con parole chiare e dirette: “Credo che fare il sindaco sia un impegno davvero grande, e in questi tre anni ne ho avuto piena conferma. Ho lavorato per quarant’anni come medico di base, e l’ho fatto con convinzione, non per cercare gratificazioni personali, ma perché sentivo fosse giusto così. Allo stesso modo, ho accettato l’incarico di sindaco per mettermi a disposizione della comunità e restituire qualcosa al mio paese. Proprio perché so quanto sia impegnativo, in termini di tempo, energie e responsabilità, e considerando anche la mia età, posso dire con chiarezza, e lo dico pubblicamente, che non ho intenzione di ricandidarmi.”
Un bilancio di mandato e un messaggio al futuro
Candiani ha espresso anche una riflessione più ampia sulla sua esperienza: “Mi dispiace, perché sono convinto che un sindaco dovrebbe avere almeno due mandati per potersi esprimere al meglio: il primo serve a capire davvero come funziona la macchina amministrativa, mentre nel secondo si possono concretizzare con più efficacia i progetti. Qualche base ce l’avevo già, avendo fatto l’assessore. Era stata un’esperienza amministrativa positiva, che ricordo con piacere. All’epoca c’era una bella armonia, che oggi purtroppo faccio fatica a ritrovare. Auguro sinceramente al prossimo sindaco di riuscire a fare bene, anzi, meglio di me. Non mi interessa se sarà di destra o di sinistra: io non ho tessere di partito e non ho mai fatto politica per ideologia. Per me, un sindaco deve pensare prima di tutto ai cittadini, non ai partiti.”






