Don Alessandro se ne va, l’annuncio del vicario: “Motivi personali, ha bisogno di un recupero psicologico”. In paese non arriverà un altro prete
MAGNAGO (MILANO) – Giallo in parrocchia: don Alessandro Bonura (in foto), 44 anni, se ne va e lascia Magnago e Bienate. La notizia, annunciata dal vicario episcopale, monsignor Luca Raimondi, ha colto di sorpresa molti fedeli, lasciando aperti diversi interrogativi.
Le parole di Raimondi e i motivi della decisione
In una lettera ufficiale, Raimondi ha spiegato che la decisione è stata presa “per motivi strettamente personali”, senza specificare altro. Il vicario, infatti, ha scelto di non poter entrare nei dettagli per rispettare la privacy di don Alessandro. “Don Alessandro necessita di un periodo di distacco e di recupero psicologico necessario per la ripresa futura del suo ministero in serenità – ha spiegato Raimondi – Questa notizia va accolta nel rispetto del fatto che i nostri preti sono uomini e possono avere dei momenti di difficoltà come tutti. Accompagniamo questa notizia con la preghiera per don Alessandro perché possa compiere il suo cammino di ripresa. Ringrazio il vostro parroco, don Marco, per aver accompagnato don Alessandro in questo periodo della sua vita e per la sua testimonianza di fraternità sacerdotale”.
Tempi duri per la parrocchia
La lettera del vicario preannuncia, poi, tempi duri per la parrocchia di Magnago e Bienate: “Ora purtroppo don Marco rimane solo”, ha scritto il vicario, facendo capire che è molto probabile che in paese non arriverà un altro sacerdote. Di conseguenza, alcune iniziative pastorali sono state ridotte, e, come inevitabile conseguenza, anche gli orari delle messe, sia festive sia feriali, hanno subito una riduzione. Ad esempio, la messa delle 10.30 della domenica verrà celebrata nella chiesa della frazione, che offre uno spazio molto più ampio.
I dubbi della comunità
La comunità, intanto, si interroga su come l’addio di don Alessandro impatterà sul futuro: sarà l’inizio di una nuova stagione per le due parrocchie, che potrebbero finalmente unirsi, spingendo i cittadini di Magnago e Bienate a superare il campanilismo e la storica divisione, o si tratterà solo di un periodo di attesa, in vista dell’arrivo di un nuovo sacerdote che riporterà tutto come era prima? Solo il tempo potrà dirlo.





