Joseph racconta la sua esperienza come tedoforo, tra emozione e attesa per una giornata indimenticabile: quella della staffetta olimpica a Palermo
PALERMO – Essere scelti per portare la Fiamma Olimpica delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 è un’esperienza che capita una sola volta nella vita. È anche un momento storico, soprattutto dopo le Olimpiadi svoltesi a Torino nel 2006: all’epoca avevo appena un anno. Tutto è cominciato nel mese di febbraio 2025. Un pomeriggio ho pensato: “Mi piacerebbe portare la Fiamma Olimpica nella mia città, Palermo, dove sono nato”.
La candidatura e l’attesa

Così ho deciso di fare richiesta sul sito ufficiale del comitato olimpico. Dopo aver fatto domanda, mi è arrivata una mail che confermava che la richiesta era stata ricevuta correttamente. Da quel momento ho pensato: “Chissà… speriamo che mi prendano!” Passano i mesi, ma non arriva nulla. A un certo punto, un sabato pomeriggio, il 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, ricevo una telefonata. Rispondo: “Pronto, chi parla?” Dall’altra parte c’era un addetto del call center del comitato olimpico, che mi chiese: “Lei è interessato a portare la Fiamma Olimpica nella città di Palermo?” Risposi: “Sì, sono molto emozionato”, e l’operatore mi spiegò tutti i dettagli della staffetta, prima di concludere la telefonata.
Il giorno della staffetta
Lunedì 15 dicembre, il giorno della mia staffetta da tedoforo, tutto è iniziato con la convocazione allo Stadio Renzo Barbera, dove ci hanno registrato, consegnato la divisa e spiegato come portare la Fiamma Olimpica. Prima di salire sulla navetta che ci avrebbe portati ai punti di inizio della staffetta, ho incontrato e fatto una foto con Pippo Inzaghi, allenatore del Palermo Calcio. Appena è arrivato il mio turno, è passato il convoglio di Eni e Coca-Cola, dove ci hanno chiamato uno per uno. Nel mio caso hanno detto: “Sei carico, Joseph?” e io ho risposto: “Sì!” Poi il tedoforo precedente mi ha passato la torcia con la tecnica del “bacio”.
La corsa e l’emozione finale

Ai lati della strada c’erano persone che correvano insieme a noi tedofori e scattavano foto, applaudendo e incitandoci. Dopo aver camminato e corso per circa 200 metri, è arrivata la navetta che ci ha riportati al punto di convocazione, dove ci hanno consegnato un piccolo regalo per aver partecipato come tedoforo. Qualche giorno dopo, a tutti noi tedofori è arrivato il certificato di partecipazione e le foto con la Fiamma Olimpica in mano. È stato anche un momento storico, soprattutto considerando che erano passati vent’anni dalle Olimpiadi di Torino del 2006.






