Prima l’ipotesi della lista autonoma, poi il rientro nel centrodestra con sostegno a Marica Slavazza. Una giravolta lampo, quella di AttivaMente, che alimenta interrogativi e riporta in scena la vecchia politica
PARABIAGO (MILANO) – Prima l’annuncio della possibile corsa solitaria, presentata come scelta indipendente e alternativa ai partiti tradizionali del centrodestra. Poi, nel giro di pochi giorni, il dietrofront: niente candidatura autonoma, pieno appoggio a Marica Slavazza e invito agli elettori a sostenere la coalizione: “Dopo un’attenta valutazione, il direttivo e i militanti di AttivaMente hanno deciso di non competere alle elezioni comunali di Parabiago in solitaria per non danneggiare la coalizione di centrodestra che è stata la nostra compagna di viaggio nella nostra avventura amministrativa. Siamo orgogliosi di aver fatto parte della coalizione uscente con il Sindaco Raffaele Cucchi”. Una sequenza rapida che, agli occhi di molti, assomiglia più a una sceneggiata politica che a un reale cambio di rotta.
La finta corsa solitaria di AttivaMente
Il 12 aprile AttivaMente aveva aperto pubblicamente alla possibilità di correre da sola alle elezioni comunali, lasciando intendere frizioni con gli alleati storici e la volontà di rappresentare un’area moderata autonoma. Un messaggio che aveva fatto rumore a Parabiago, anche perché inserito in un centrodestra già alle prese con equilibri delicati. Ma quello strappo, a conti fatti, sembra essersi sgonfiato quasi subito.
Il ritorno nei ranghi
Con il nuovo comunicato, AttivaMente ha annunciato di non voler competere in solitaria “per non danneggiare la coalizione di centrodestra”, rivendicando i dieci anni di governo condiviso e schierandosi apertamente con Marica Slavazza. Un cambio di linea netto e repentino. Troppo rapido, secondo molti osservatori, per non far pensare a una trattativa politica nel frattempo maturata.
L’ipotesi dell’assessorato
Nei rumors che circolano in città prende quota una domanda precisa: ad AttivaMente sarebbe stato promesso un assessorato in caso di vittoria del centrodestra? Al momento non esistono conferme ufficiali. Ma il sospetto cresce anche per il mancato chiarimento pubblico da parte dei diretti interessati.
La vecchia politica torna in scena
Il punto politico, al di là delle singole voci, è il metodo. Si annuncia la rottura, si mostra di poter correre da soli, si crea pressione sugli alleati e poi si rientra sotto lo stesso tetto. È un copione già visto molte volte: tattica, pesi interni, accordi last minute. Difficile definirlo rinnovamento civico.
Gli elettori attendono spiegazioni
Chi ha creduto nella possibilità di una vera lista autonoma oggi può legittimamente chiedersi cosa sia accaduto in questi pochi giorni. Perché tra il “facciamo da soli” e il “votate la coalizione” passa un mondo politico intero. E finché non arriveranno risposte chiare, resterà l’impressione che la corsa solitaria non fosse una scelta, ma solo un modo per alzare il prezzo dell’accordo.






