A Corbetta, nel Milanese, ecco le ‘pupille’ del sindaco: Brambilla è indagata per un crac da 40 milioni, a Sardone la Corte dei Conti chiede 244.000 euro

28 MARZO 2018

di Ersilio Mattioni

CORBETTA (MILANO) – Forza Italia col botto: due donne, entrambi sponsorizzate dal sindaco Marco Ballarini ed entrambe con guai giudiziari.

Brambilla e il fallimento dell’azienda familiare

La prima è Michela Vittoria Brambilla, di cui abbiamo già avuto modo di parlare: ex ministro del Turismo, parlamentare uscente di FI e di nuovo candidata in un collegio ‘blindato’ dell’Altomilanese, dove è stata eletta senza problemi. E’ indagata dalla Procura di Lecco per il crac dell’azienda di famiglia, la Trafileria del Lario (ex Trafilerie Brambilla), dichiarata fallita dal Tribunale di Lecco nel settembre del 2014 per i debiti milionari, che hanno lasciato senza lavoro 67 famiglie. Secondo il nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza di Lecco, coordinato dal procuratore Antonio Chiappani e dai Pm Paolo Del Grosso e Nicola Preteroti, la gloriosa azienda sarebbe dissestata da un buco di oltre 40 milioni di euro. In totale sono 10 gli indagati.

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Sardone e il danno erariale da 244.000 euro

La seconda ‘pupilla’ di Ballarini è Silvia Sardone, ‘berlusconiana’ doc, neo assessore della giunta lombarda di Attilio Fontana e di recente finita agli onori delle cronache giudiziarie per via di un danno erariale che la Corte dei Conti le attribuisce per una vecchia vicenda del 2011, quando la giovane forzista era presidente di Afol, l’Agenzia della formazione professionale della Provincia di Milano. Fu lei a nominare Luigi Degan amministratore delegato, nonostante quest’ultimo non avesse i titoli per ambire alla posizione, anche perché quelli inseriti nel suo curriculum vitae non erano veritieri. Risultato: un danno alle pubbliche finanze di 244.216 euro, danno che la magistratura contabile vuole ora far risarcire a Sardone. Vedremo, la vicenda è appena all’inizio.

La ‘scommessa’ del sindaco Ballarini

Certo è che il sindaco Ballarini, come talent scout, vale poco: in questa campagna elettorale ha scelto di sostenere due candidati – uno per il Parlamento e uno per la Regione – che si ritrovano entrambi con problemi con la giustizia. O li cerca con il lanternino oppure è sfortunato. Battute a parte, è sconsolante notare come nessuno all’interno del centrodestra (Lega compresa) abbia preso una posizione pubblica sulla vicenda giudiziaria delle due donne impegnate in politica.

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