Nel 2014 il centrosinistra, nell’Altomilanese, vince quasi ovunque. Oggi cambia tutto e nel 2019 il centrodestra si prepara a tornare al timone nelle sue roccaforti

6 MAGGIO 2018

di Ersilio Mattioni

ALTOMILANESE – Poco più di un anno e 15 comuni del nostro territorio tornano al voto. Nel 2014, un po’ ovunque con poche eccezioni, le liste civiche di centrosinistra sbancarono. Era l’anno d’oro del Pd, con il ‘renzismo’ in splendida forma. Era l’anno degli 80 euro e del famoso 40 per cento alle elezioni europee. Era l’anno della crisi del centrodestra, dell’insofferenza per la vecchia politica e del Movimento 5 Stelle che, localmente, non poteva vantare una classe dirigente all’altezza.

Lo scenario 4 anni dopo

Oggi, a distanza di 4 anni, è cambiato tutto. Il Pd, all’ultimo passaggio del 4 marzo, ha fatto registrare il peggior risultato della sua storia: il 19 per cento. E nei comuni dell’Altomilanese, se oltre al dato delle Politiche si guarda quello delle Regionali, è andata persino peggio. Viceversa il centrodestra, per merito soprattutto della crescita esponenziale della Lega, è tornato ovunque vicino o sopra il 50 per cento e con questi numeri si prepara a tornare al timone di tante realtà, un tempo sue roccaforti prima di essere espugnate dalle civiche di area Pd.

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I Comuni dell’Altomilanese

Ad Arconate, per esempio, il centrosinistra riportò nel 2014 una vittoria storica, battendo l’allora potentissimo Mario Mantovani, che all’epoca non era ancora stato travolto dalle inchieste giudiziarie (il processo a suo carico è ancora in corso). Stessa cosa a Inveruno: il Pd ‘asfaltò’ un centrodestra che si presentò diviso e allo sbando. E a Castano Primo, grossomodo, accadde la stessa cosa. Pure a Vanzaghello, terra in cui la Lega è da sempre molto forte, Pd e alleati ebbero la meglio, così come nella piccola Nosate. I ‘dem’ faticarono di più a Busto Garolfo, nonostante la spaccatura del fronte avversario. Ma vinsero con relativa facilità sia a Robecco sul Naviglio sia a Mesero, dove il regno del centrosinistra dura ininterrottamente da 24 anni. Dall’assalto Pd si salvarono, per il rotto della cuffia, le piccole Bernate e Boffalora, dove i sindaci uscenti riportarono una vittoria al fotofinish e per alcune ore, durante lo spoglio, sudarono freddo. A Santo Stefano il centrodestra vinse per puro caso con il 25 per cento, approfittando di un’anomala proliferazione di liste. L’unico primo cittadino che non fu neppure sfiorato dalla marea ‘renziana’ fu Massimo Olivares di Marcallo con Casone. Si presentò con il simbolo della Lega e senza altri alleati, vincendo con il 57 per cento, segno sia del buon lavoro della sua amministrazione sia della debolezza e della dabbenaggine degli avversari. Caso a parte Casorezzo, dove governa una lista civica ‘vera’, non appoggiata dai partiti.

Elezioni 2019

Considerato tutto questo, è difficile immaginare – eccezioni a parte – che le elezioni del 2019 si possano concludere in un modo diverso se non a favore del centrodestra, che tornerà al governo di quasi tutti i comuni dell’Altomilanese. Alla coalizione composta da Lega, Forza Italia e partiti minori basteranno due cose, relativamente semplici: presentarsi uniti e trovare un candidato ‘decente’. Non un genio, basta qualcuno in grazia di Dio. E’ inutile che i sindaci ‘dem’ si facciano illusioni: a loro non basterà aver bene amministrato. Con il vento di centrodestra che soffia sulla Lombardia hanno davvero poche speranze. A meno che le civiche di centrosinistra non cominciano a tessere un dialogo con il Movimento 5 Stelle, che nel 2014 non poteva per statuto allearsi con nessuno, mentre ora questo divieto è caduto. Sono gli unici, i ‘grillini’, a poter impedire il ritorno della vecchia politica e dei vecchi metodi. Sì, perché il centrodestra in questi anni non ha rinnovato la propria classe dirigente. Sono gli stessi di sempre. E questo, senza dubbio, è un problema.

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