A Magenta, il primario reggente di Ginecologia, Pietro Barbacini, si dimette un giorno prima del concorso, che viene vinto da un medico di Cinisello Balsamo. I sindaci del territorio esprimono dubbi e timori per le scelte di Asst Ovest Milanese e del Dg Fulvio Odinolfi

22 GIUGNO 2020

di Ersilio Mattioni e Francesca Ceriani

MAGENTA (MILANO) – Un’eccellenza sanitaria che rischia di essere sacrificata sull’altare di logiche difficili da comprendere, decise a tavolino dai vertici della Asst Ovest Milanese.

Il concorso

All’ospedale Fornaroli di Magenta, lunedì 15 giugno, si consuma il concorso per la nomina del nuovo primario di Ostetricia e Ginecologia, un reparto che, in questi anni, si è guadagnato fama e notorietà prima sotto la guida del dottor Michele Meschia e poi sotto la direzione del dottor Pietro Barbacini.

Sostieni la Libera Informazione


Sul nostro giornale on line trovi l’informazione libera e coraggiosa, perché noi non abbiamo padroni e non riceviamo finanziamenti pubblici. Da sempre, viviamo soltanto grazie ai nostri lettori e ai nostri inserzionisti. In questo periodo però le aziende sono chiuse e la pubblicità si è molto ridotta. Nel mese di marzo avete visitato il nostro sito e letto i nostri articoli 500.190 volte! Noi continuiamo a offrirvi la stessa informazione libera e gratuita. Voi, se potete, dateci un piccolo aiuto.

Le dimissioni

Tanto che tutti si aspettano che Barbacini, primario facente funzioni, assuma il ruolo a tutti gli effetti. Invece lo stimato specialista, venerdì 12 giugno, rassegna le dimissioni con decorso immediato, rinunciando a partecipare al concorso, nonostante avesse manifestato l’intenzione di prendervi parte, sostenendo un primo colloquio conoscitivo.

Strana decisione

E’ strana, la decisione di Barbacini, che rinuncia all’occasione della vita, in apparenza senza motivo. Eppure, in suo favore, si muove anche la politica. I sindaci del Magentino, pochi giorni prima del concorso, firmano una lettera di ringraziamento per il lavoro svolto durante l’emergenza Covid e la inviano al direttore generale della Asst Ovest Milanese, Fulvio Odinolfi, nonché al direttore sanitario, Cesare Candela.

Il messaggio dei sindaci

Una missiva innocua, se non fosse per la frase finale: “E’ noto che da parecchi anni Meschia e Barbacini praticano un’attività di uro-ginecologia di alto livello (…) Sappiamo che alcuni giovani ginecologi si stanno formando con il dottor Barbacini per dare continuità a questa tradizione, che noi speriamo possa continuare nell’interesse di tutto il territorio”.

Le scelte di Asst

Inequivocabile il messaggio, che però il dg Odinolfi e il ds Candela paiono non cogliere. Tanto che il bando per il nuovo primario viene concepito per lo sviluppo del settore ostetrico, non per l’eccellenza uroginecologica.

Il vincitore

Infatti, a partecipare e a vincere, è il dottor Roberto Fogliani, primario di Ostetricia all’ospedale Bassini di Cinisello Balsamo. Vince con il punteggio di 85,56 (colloquio 56 e curriculum 29,56).

La coincidenza

Non è la prima volta che Odinolfi e Candela sentono il nome di Fogliani: tutte e tre, fino al 2018, hanno lavorato per la Asst Nord Milano. Nulla di male, per carità. Solo una curiosa coincidenza.

I timori

Quello che invece preoccupa i sindaci del Magentino è che un medico come Barbacini – da oltre 30 anni in servizio – abbandoni all’improvviso un reparto diventato un’eccellenza riconosciuta a livello italiano, con il rischio che vada perduto tutto il lavoro fin qui svolto.

Il dubbio

Allora è naturale chiedersi con quali criteri abbia agito il vertice di Asst Ovest Milanese, nominato alla fine del 2018 in quota Lega. E non perché le scelte compiute non siano legittime, bensì perché appare del tutto illogico snaturare un settore come la chirurgia ginecologica, fiore all’occhiello di Magenta e dell’intera sanità lombarda.

I COMMENTI