Automobilista insofferente alle attese. Colleziona undici passaggi con il rosso e paga 1.480 euro in un’unica soluzione dopo lo stop della polizia locale
RHO (MILANO) – Undici semafori rossi “bruciati”, una targa estera e la sensazione — probabilmente — che nessuno sarebbe mai arrivato a chiedere il conto. È andata così per mesi, finché la pattuglia non ha incrociato la stessa auto e la corsa è finita con il bancomat in mano e 1.480 euro da pagare.
La collezione di semafori rossi
Il protagonista è un 25enne con auto immatricolata all’estero, individuato dopo una lunga serie di sanzioni scattate agli impianti semaforici cittadini. Undici passaggi con il rosso, distribuiti nel tempo, tutti regolarmente registrati ma non ancora riscossi. Una sorta di “collezione” involontaria che, come spesso accade con le targhe straniere, resta sospesa finché il conducente non viene fermato.
Il momento in cui arriva il conto
La scena decisiva è avvenuta lungo corso Europa: stessa auto, stesso comportamento, stessa luce rossa ignorata. Questa volta però c’era la polizia locale. Fermato il veicolo, gli agenti hanno chiarito subito la situazione: pagamento immediato oppure fermo del mezzo. Il giovane ha scelto la soluzione più rapida, saldando tutte le sanzioni in un’unica operazione.
Targa estera, multe complicate
Dietro l’episodio c’è un tema noto agli addetti ai lavori: notificare e riscuotere sanzioni con targa straniera è più complesso, con procedure più lunghe e risultati non sempre scontati. Finché l’auto non torna fisicamente sotto controllo, le multe restano spesso in attesa.
Insofferente al semaforo rosso
Per un po’ può sembrare che passare con il rosso “funzioni”. Poi arriva il momento in cui la stessa auto viene riconosciuta, fermata e il conto si presenta tutto insieme. Ma l’automobilista, interrogato dagli agenti circa il suo comportamento, avrebbe riferito di essere insofferente alle attese, che fanno perdere tempo prezioso. Ineccepibile, in effetti. Difficile dargli torto.





